Prima uscita vespistica della stagione… e che uscita!
Le Rane Pazze tornano ufficialmente in vespa.
In realtà non ci siamo mai fermati (noi si gira anche d’inverno), ma oggi, con le belle giornate e il caldo che inizia a farsi sentire, torna quella voglia irresistibile di rimettersi in strada su due ruote.
Oggi segna l’inizio della stagione “seria”.
E come ogni grande avventura… si parte con un’idea fantastica.
Destinazione: Pozzo del Merlo
Un luogo poco conosciuto a circa 30 km da Roma.
L’idea nasce qualche giorno prima, quasi per caso: tra i soliti contenuti di viaggi su due ruote salta fuori questo posto affascinante e misterioso.
Il Pozzo del Merrò è un antico sito scavato nella roccia: una vera e propria voragine naturale con all’interno un piccolo laghetto.
Non a caso, “Merrò” nel dialetto locale dovrebbe indicare proprio una cavità profonda.
Un luogo immerso nella natura, tra sentieri e vegetazione selvaggia, perfetto – almeno sulla carta – per una giornata “on the road”. foto presa da internet
Ne parlo con Mauretto: «Ci andiamo?»
Risposta immediata: si va.
Domenica 19/04/2026
Ore 9:00 – Partenza
Appuntamento solito vicino casa.
L’aria è fresca ma già profuma di primavera.
Le vespe partono… e quel rumore è sempre lo stesso: libertà.
Sosta colazione veloce a Monterotondo Scalo.
Si ride, si pianifica, si sogna già la meta. Tutto perfetto.
La strada scorre tranquilla fino a Sant’Angelo Romano.
Borgo silenzioso arroccato sul Monte Patulo, prende il nome da San Michele Arcangelo.
Il panorama? Ve lo dico a fare… spettacolare.
Impostiamo il navigatore.
E da qui parte il nostro viaggio nel “mistero”.
La strada bianca
Seguendo il navigatore ci ritroviamo su una strada sterrata.
Già qui capiamo che forse… non è proprio terreno da vespetta con ruote piccole
Ma noi andiamo avanti.
Perché?
Perché sì.
Arriviamo a destinazione.
Parcheggiamo.
Pronti per il trekking.
E qui inizia il delirio.
Dov’è l’ingresso?
Dov’è il Pozzo del Merlo?
Giriamo. Torniamo. Ricontrolliamo.
Un cancello → no
Un sentiero → forse
Filo spinato → eh no
Internet? Più lento di un modem anni ’90.
Indicazioni? Zero.
Tentativo numero due: Oasi di Gattaceca
Ci sono due percorsi nell’oasi, quindi pensiamo: vuoi vedere che l’ingresso parte proprio da qui?
Partiamo per l’Oasi naturale di Gattaceca (il nome resta un mistero)
Cartelli → sì
Indicazioni utili → no
Pozzo del Merlo → sparito
Scopriamo poi la verità:
Il luogo sarebbe libero… MA il terreno è stato chiuso da privati che ne rivendicano la proprietà.
Quindi sì, area protetta… ma con zone interdette al pubblico.
E chi è riuscito ad arrivarci parla di:
rovi
abbandono
accessi complicati
Missione fallita.
Oggi il Pozzo del Merlo non lo vedremo.
Il ritorno (quando può andare peggio)
Riprendiamo la strada bianca.
Mauretto rischia il cappottamento → miracolo: si salva
Io perdo la cam che ha un impatto devastante col terreno
La raccolgo.
La guardo.
Qualche lieve imprecazione… diciamo.
Perfetto.
E per concludere in bellezza?
Rientriamo verso Sant’Angelo Romano, tranquillo, quasi indifferente al nostro piccolo disastro.
Giro nel paesello: carino… ma vuoto.
Pranzo?
Lasagna secca
Patate crude (o lesse e anemiche)
Si salva solo la fettina
Top.
Conclusione
Prima uscita in vespa della stagione:
Non ci siamo persi (miracolo)
Meta irraggiungibile
Strada sbagliata (non per colpa nostra!)
Quasi incidente
Cam distrutta
Pranzo triste
Direi… tutto perfetto. ARGH!!!!
Però sapete una cosa?
Sono proprio queste le giornate che diventano le storie migliori.
E le Rane Pazze… non mollano
La prossima uscita sarà quella giusta.
(O almeno… speriamo...)
Prima uscita vespistica della stagione… e che uscita!
Le Rane Pazze tornano ufficialmente in vespa.
In realtà non ci siamo mai fermati (noi si gira anche d’inverno), ma oggi, con le belle giornate e il caldo che inizia a farsi sentire, torna quella voglia irresistibile di rimettersi in strada su due ruote.
Oggi segna l’inizio della stagione “seria”.
E come ogni grande avventura… si parte con un’idea fantastica.
Destinazione: Pozzo del Merlo
Un luogo poco conosciuto a circa 30 km da Roma.
L’idea nasce qualche giorno prima, quasi per caso: tra i soliti contenuti di viaggi su due ruote salta fuori questo posto affascinante e misterioso.
Il Pozzo del Merrò è un antico sito scavato nella roccia: una vera e propria voragine naturale con all’interno un piccolo laghetto.

Non a caso, “Merrò” nel dialetto locale dovrebbe indicare proprio una cavità profonda.
Un luogo immerso nella natura, tra sentieri e vegetazione selvaggia, perfetto – almeno sulla carta – per una giornata “on the road”.
foto presa da internet
Ne parlo con Mauretto:
«Ci andiamo?»
Risposta immediata: si va.
Domenica 19/04/2026
Ore 9:00 – Partenza
Appuntamento solito vicino casa.
L’aria è fresca ma già profuma di primavera.
Le vespe partono… e quel rumore è sempre lo stesso: libertà.
Sosta colazione veloce a Monterotondo Scalo.
Si ride, si pianifica, si sogna già la meta. Tutto perfetto.
La strada scorre tranquilla fino a Sant’Angelo Romano.
Borgo silenzioso arroccato sul Monte Patulo, prende il nome da San Michele Arcangelo.
Il panorama? Ve lo dico a fare… spettacolare.
Impostiamo il navigatore.
E da qui parte il nostro viaggio nel “mistero”.
La strada bianca
Seguendo il navigatore ci ritroviamo su una strada sterrata.
Già qui capiamo che forse… non è proprio terreno da vespetta con ruote piccole
Ma noi andiamo avanti.
Perché?
Perché sì.
Arriviamo a destinazione.

Parcheggiamo.
Pronti per il trekking.
E qui inizia il delirio.
Dov’è l’ingresso?
Dov’è il Pozzo del Merlo?
Giriamo. Torniamo. Ricontrolliamo.
Un cancello → no
Un sentiero → forse
Filo spinato → eh no
Internet? Più lento di un modem anni ’90.
Indicazioni? Zero.
Tentativo numero due: Oasi di Gattaceca
Ci sono due percorsi nell’oasi, quindi pensiamo:
vuoi vedere che l’ingresso parte proprio da qui?
Partiamo per l’Oasi naturale di Gattaceca (il nome resta un mistero)
Cartelli → sì
Indicazioni utili → no
Pozzo del Merlo → sparito
Scopriamo poi la verità:
Il luogo sarebbe libero… MA il terreno è stato chiuso da privati che ne rivendicano la proprietà.
Quindi sì, area protetta… ma con zone interdette al pubblico.
E chi è riuscito ad arrivarci parla di:
rovi
abbandono
accessi complicati
Missione fallita.
Oggi il Pozzo del Merlo non lo vedremo.
Il ritorno (quando può andare peggio)
Riprendiamo la strada bianca.
Mauretto rischia il cappottamento → miracolo: si salva
Io perdo la cam che ha un impatto devastante col terreno
La raccolgo.
La guardo.
Qualche lieve imprecazione… diciamo.
Perfetto.
E per concludere in bellezza?
Rientriamo verso Sant’Angelo Romano, tranquillo, quasi indifferente al nostro piccolo disastro.
Giro nel paesello: carino… ma vuoto.














Pranzo?
Lasagna secca
Patate crude (o lesse e anemiche)
Si salva solo la fettina
Top.
Conclusione
Prima uscita in vespa della stagione:
Non ci siamo persi (miracolo)
Meta irraggiungibile
Strada sbagliata (non per colpa nostra!)
Quasi incidente
Cam distrutta
Pranzo triste
Direi… tutto perfetto.
ARGH!!!!
Però sapete una cosa?
Sono proprio queste le giornate che diventano le storie migliori.
E le Rane Pazze… non mollano
La prossima uscita sarà quella giusta.
(O almeno… speriamo...)