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Pino

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Tutti i contenuti di Pino

  1. Pino

    Cresta parafango

    Porto mia recente esperienza: L' estate scorsa un furgoncino, retrocedendo, mi ha fatto un danno simile Il meccanico diceva che per togliere il parafanfo bisogna smontare mezza Vespa (un sacco di tempo ... e soldi) Io ero sponsorizzato dalla sua assicurazione ... Nel tuo caso vedi tu ! Ciao Pino
  2. Pino

    Rane Pazze a Bolsena

    E brave le Rane !!! Riuscire ad inaugurare la stagione a metà febbraio è proprio "il miracolo di Bolsena"! Io sono riuscito solo ad andare nel box e a far girare il motore per qualche minuto. Alle uscite manca un mese o più ... Adda passà 'a nuttata !! Ma ci si aggiorna !! Ciao Pino
  3. Pino

    gita interessante

    Ma certo!! 👍👍👍
  4. Pino

    Due ore a spasso nelle crete senesi

    Vai Max!! Hai sette vite come i gatti!! Magico!!
  5. Carissimi Un contributo alla nostra sicurezza quando siamo in sella! Si tratta di un sito di cui sento opportuna la frequentazione: ci si trovano un sacco di informazioni utili alla corretta e sicura gestione della nostra guida. Alla fine la cosa che conta di più è tenere cara la pellaccia!! Ecco il link: http://www.motociclisti-incolumi.com Buona lettura Pino
  6. Pino

    gita interessante

    Ciao ! Questi posti sono il mio habitat naturale in estate dove scorrazzare in Vespa! Se ti interessa ci sarebbe una mezza idea di qualche giro da fare con altri frequentatori del Forum Ne riparliamo più avanti! Pino
  7. Pino

    Fregatura in arrivo?

    Leggetevi questo articolo di DUERUOTE e incrociamo le dita! Ciao Pino A fine mese verrà presentato il ddl unificato con tutte le novità al codice della strada, che dovranno essere poi approvate dal parlamento. Tra i possibili “rischi” per motociclisti e scooteristi l’obbligo di indossare abbigliamento certificato In questi giorni, sul web e sui giornali, si fa un gran parlare delle novità del Codice della strada, dando per scontato che ogni proposta entri per diritto divino nella legge che disciplina la circolazione stradale. Vediamo con calma che cosa sta succedendo adesso nei palazzi del Governo. I tempi e i modi Al momento la commissione trasporti della Camera ha iniziato le audizioni. Sono circa 50 i soggetti (istituzioni, gruppi di pressione, associazioni di categoria e tra queste anche ANCMA) che saranno ascoltate in questi giorni per raccogliere i loro pareri sulle possibili modifiche al Codice della strada. Entro la fine di febbraio all’incirca la Commissione, raccolti pareri e suggerimenti, estenderà il ddl unificato che conterrà i provvedimenti che saranno poi votati in aula ed entreranno così a far parte del Codice della strada, di cui modificheranno i vari articoli. Elettrici in autostrada sì, abbigliamento protettivo no Ma non è detto che tutti i progetti di modifica entreranno a far parte del nuovo codice della strada. Con ottime probabilità, restando al mondo moto, passerà la proposta che permetterà alle moto elettriche di poter circolare in autostrada. Mentre restano fortissimi dubbi di opportunità sulla possibilità che entri a far parte del codice la proposta presentata il 23 marzo 2018 da Nicola Molteni (Lega) e che prevede l’obbligatorietà per gli utenti dei motoveicoli di indossare abbigliamento certificato. Del resto in nessun Paese del mondo il Codice di riferimento prevede un obbligo così impositivo e restrittivo nei confronti degli utenti delle due ruote (eccezion fatta per la Francia, che però impone di indossare solamente guanti certificati). Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  8. Pino

    Fatta da meccanico 😳😳😵😵

    Walker !!! Abbi pietà!!! Ma non immagini come ci possiamo sentire noi poveri mortali ...?? Sei un mito !! Pino
  9. Pino

    La Vespa diventa una moneta

    Ciao a tutti! Da un articolo di DUERUOTE una celebrazione della Vespa, se qualcuno ha la passione della numismatica Pino Passato e presente si fondono così in un oggetto unico: la Zecca di Stato celebra uno dei simboli dello stile italiano con una moneta speciale in argento le monete celebrative vespa sono disponibili online sul sito della zecca dello stato Vespa è protagonista di una speciale collezione numismatica già disponibile per l’acquisto sullo shop online dedicato ai soggetti della Collezione Numismatica 2019. La collezione, che era stata presentata a Roma il 13 dicembre 2018 presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, è realizzata dal Poligrafico e Zecca dello Stato. Vespa è da oltre settanta anni una icona di eleganza Made in Italy, uno degli esempi più alti dell’industrial design italiano. Vespa è anche uno dei marchi più noti al mondo e ora è anche una moneta, anzi una collezione di monete formata da tre eleganti esemplari da collezione disegnati dal Gruppo Piaggio in partnership con la Zecca dello Stato. Realizzate in prezioso argento e in tre varianti colore (bianco, rosso e verde), le monete compongono la bandiera italiana quando acquistate in trittico. Esposte in bella mostra all’interno di una sobria ed elegante confezione, le monete da cinque euro sono realizzate in argento fior di conio con inserti colorati che mettono in evidenza le celebri forme di Vespa che qui è raffigurata, sulle due facce, sia nella attuale versione Primavera sia nella sua prima forma, quella che, nella primavera del 1946, dette il via a una storia di straordinario successo industriale. Passato e presente si fondono così in un oggetto unico, destinato a collezionisti e veri intenditori in grado di apprezzare il ricco valore simbolico di queste monete. Le monete sono acquistabili sul sito web www.shop.ipzs.it sia singolarmente che in trittico, rispettivamente al prezzo di quaranta e cento euro.
  10. Pino

    Guardrail salvamotociclisti

    Ciao a tutti! Un contributo alla sicurezza in moto: da un articolo di DUERUOTE Pino Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Entro fine febbraio l’Unione europea potrà esprimere eventuali rilievi “È assurdo morire per colpa di un guardrail che dovrebbe proteggerti. Ancora più assurdo pensare che ciò accada non per un problema di soldi, ma soltanto perché manca una norma che obblighi chi gestisce le strade a installare una protezione adatta a scooteristi e motociclisti. Lo scrive su Facebook il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. “Sta finalmente arrivando quel decreto ministeriale tanto atteso da molti cittadini. Una vecchia bozza era rimasta sepolta chissà sotto quali scartoffie”, aggiunge. “Una norma all’avanguardia” “Ora un nuovo testo del mio dicastero, messo a punto l'ottobre scorso, è in visione all'Unione europea che potrà esprimere eventuali rilievi entro il prossimo 28 febbraio. Se tutto filerà liscio come ci aspettiamo, la norma sarà presto in vigore e obbligherà i gestori delle nostre strade ad installare alla base dei guardrail i DSM (Dispositivi Salva Motociclisti) nei tratti più pericolosi e con un'alta incidentalità accertata - conclude Toninelli -. Proteggere chi si sposta su due ruote è una battaglia storica del MoVimento 5 Stelle, iniziata in Parlamento già agli albori della scorsa legislatura. Questa norma finalmente metterà l'Italia all'avanguardia in Unione europea, perché non esiste nulla di più importante della sicurezza e della salute di chi si muove”.
  11. Pino

    Bauletto e paraschizzi

    Me la ricordo la vetrina davanti!! Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  12. Pino

    Bauletto e paraschizzi

    Non male!! Dai!! Anche se non originale, però non ci sta male! C’azzecca col resto dei colori Ciao Pino Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  13. Se vi sto tediando con le elucubrazioni ditemelo che la smetto ! Propongo un estratto di un articolo di DUERUOTE in cui si dividono i motociclisti in 7 gruppi, (frutto di uno studio inglese) Vi ci ritrovate in uno di questi? Io mi sento un hobbysta della moto ...sarà l'età ! Ciao!! Pino I discepoli della prestazione. Molto impegnati, vanno in moto tutto l'anno, con l'attenzione totalmente incentrata sulla guida prestazionale. Hanno in odio tutto quanto ostacola questo loro modo di intendere la moto. Vedono il rischio come un aspetto negativo inevitabile della loro passione, ma evitano di pensarci. Fanno molto affidamento sulle loro capacità di guida e sull'abbigliamento tecnico. Hanno un'incidentalità piuttosto elevata, anche per via delle loro elevate percorrenze. Gli hobbysti della prestazione Di solito escono da soli, e usano la moto solo d'estate. Considerano la guida un'esperienza individuale e sono poco interessati agli altri motociclisti. Anche loro considerano il rischio come aspetto inevitabile della loro passione. In compenso non sopravvalutano le proprie doti di guida, cosa che di solito li porta a non esagerare. Ciononostante, hanno un'incidentalità elevata in relazione alle loro ridotte percorrenze medie. I discepoli della moto Per loro la guida della moto è un modo di vita, hanno una relazione profonda con il proprio mezzo e si sentono parte di una confraternita allargata. Molto coscienti dei rischi, affrontano il problema con una guida responsabile e abbigliamento di buona qualità. Hanno una bassa incidentalità. Gli Hobbysti della moto Più anziani, guidano solo d'estate. Sono spinti dalla voglia di socializzare con motociclisti simili a loro, ma amano molto anche la guida in solitaria. Si sentono molto calati nella parte. Molto attenti ai rischi, che cercano di evitare in ogni modo; danno molta importanza al ruolo del guidatore nella determinazione di situazioni di rischio. Anche loro hanno una ridotta incidentalità. Quelli che rifiutano l'auto Sono fuggiti al traffico, ai ticket di parcheggio, ai costi della benzina e a tutti gli altri problemi connessi all'uso dell'auto. Non hanno alcun interesse per la loro moto, ma cercano esclusivamente mobilità a basso costo. In questa categoria è sovrarappresentato il sesso femminile. Di solito sono molto sensibili all'argomento rischio, che considerano una seria argomentazione contro l'uso del mezzo a due ruote. Hanno un'incidentalità elevata in relazione alle loro ridotte percorrenze medie. Quelli che aspirano all'auto I più giovani di solito, quelli che aspettano l'età per la patente o i soldi necessari per l'acquisto della macchina. Intanto si accontentano di un mezzo a due ruote. Tendono a non pensare al rischio, anche mentre guidano. Si ripromettono invece di pensarci quando scoprono di aver corso dei rischi. Hanno l'incidentalità più elevata, insieme all'ultimo gruppo, quello degli esibizionisti-entusiasti. Esibizionisti-entusiasti Di solito sono giovani (o anziani non cresciuti), con poca esperienza di guida. Hanno un entusiasmo senza limiti: considerano l'uso della moto un modo di esprimersi e di apparire al passo con i tempi. Ritengono che il rischio faccia parte del gioco, ma si considerano personalmente abbastanza al sicuro. Tendono ad adottare stili di guida pericolosi, e hanno un'elevata incidentalità.
  14. Magari!! E ai bronchi che gli racconto?![emoji23][emoji23][emoji23] A parte la sofferenza del patire il freddo! La Vespa deve essere un piacere, se soffro che piacere è??!! Parlo per me naturalmente! Buona serata Pino Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  15. Pino

    La personalità del motociclista

    Continuiamo a elucubrare!! (tanto è gratis!) Siete d'accordo con la definizione della personalità del motociclista che viene data in questo articolo di "In Sella"? Personalmente ritengo che quella del Vespista non coincida con quella che viene data nella prima parte dell'articolo. A mio modo di vedere il vespista non è animato da aggressività ed eccessiva spregiudicatezza, anzi, il mio ideale di vespista è quello che con calma e filosofia si gode il suo mezzo e la strada e non sfida il mondo, ma lo apprezza Mi ritrovo invece nei concetti espressi nella seconda parte dell'articolo, il mezzo è una parte di te, e infatti; quanto mi manca in questi mesi !! Ciao! Meditate !! Pino La passione per la moto è nel DNA Una compagnia assicurativa inglese ha analizzato il comportamento dei motociclisti, da questo studio è risultato che i motociclisti hanno la passione e la predisposizione ad amare la moto "scritte" nel proprio DNA Guidare la moto ci fa stare meglio Uno studio promosso dalla compagnia assicurativa inglese Bennetts ha dimostrato che il desiderio di guidare la moto è "scritto" nel nostro DNA. Secondo questo studio i motociclisti hanno una predisposizione genetica per i comportamenti impulsivi e rischiosi. Vivendo queste situazioni il cervello dei motociclisti produce dopamina, che aumenta soddisfazione e piacere (la stessa, per intenderci, che viene rilasciata in un rapporto sessuale). Tutti i motociclisti "analizzati" hanno dimostrato di avere un'alta inclinazione a prendere rischi (72%), una soglia di noia molto bassa (71%) e spontaneità nelle risposte (69%). Inoltre la ricerca ha dimostrato statisticamente che l'85% dei motociclisti si sono avvicinati al mondo delle due ruote grazie ad un parente, l'11% grazie ad amici e mentre il 4% tramite conoscenti. La passione si trasmette fra individui predisposti L'essere motociclista definisce la personalità per i 2/3 degli individui (73%), che hanno ammesso che è grazie alla moto se sono così. Il 62% ha ammesso che non potrebbe vivere senza moto, e il 61% la definisce addirittura un membro della famiglia o un'estensione della propria persona (70%). La psicologa Donna Dawson ha analizzato tutti questi dati e ne ha tirato una sorprendente conclusione: "Gli psicologi sanno dagli studi che il 60% dei tratti della personalità sono ereditari, al restante contribuisce l'ambiente e l'educazione. La nostra ricerca dimostra che i motociclisti si avvicinano alle due ruote grazie allo stimolo di un membro della famiglia e che l'attaccamento al mezzo è molto forte. Questo si spiega con il fatto che i membri della famiglia si trasmettono il gene NS (sta per Novelty-Seeking, ovvero quello che spinge verso le novità e nuove esperienze) che viene rinforzato dall'ambiente e dalla condivisione per l'amore per la moto. Posso dire che è il motociclismo è realmente "nel sangue" di queste persone." Un risultato che dimostra "ufficialmente" quello che tutti i motociclisti sanno di già: la moto è una parte di te.
  16. L’associazione risulta dalle loro osservazioni, non è una loro opinione Ciao! Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  17. Pino

    Perchè andiamo in moto ?

    Ciao a tutti In questo periodo di grigiori e freddo, che la Vespa sembra un sogno remoto, non trovo di meglio da fare che perdermi in elucubrazioni, come queste, tratte da un articolo di "motospia.it" Ve ne propongo la lettura; se non altro vi farà passare un po' di tempo di questa grigia domenica e, magari, ci farà pensare un po' Se avete commenti ... Pino In moto per viaggiare o per distinguerci dagli altri, per correre in pista o per una gita fuori porta. Siamo motociclisti, tutti diversi ma legati dentro. Legati da una passione così forte, che quando abbassiamo la visiera del casco, entriamo in un mondo migliore. Perché vai in moto? Ecco, ci risiamo con la solita domanda che ad ognuno di noi almeno una volta è stata fatta. Magari accompagnata dalle solite banalità: è pericolosa, prendi freddo, prendi caldo, ti devi bardare dentro tute pesanti e scomode, il casco… Sono certo che ognuno di noi ha una sua risposta a questa domanda e che ogni risposta sia diversa l’una dall’altra perché ognuno di noi vive questo mezzo in molteplici modi. Ma c’è un unico filo conduttore che ci accomuna tutti: la passione. Prendete un foglio bianco, dividetelo in due colonne, con i pro da un parte e i contro dall’altra e incominciate a elencarli. Vi accorgerete che indipendentemente da come viviate questa passione, che sia il modo per viaggiare, o per andare a fare la semplice gita fuori porta o per la sparata di poche ore con gli amici o una semplice pistata, vi troverete come un fiume in piena ad elencare i pro tanto da dimenticarvi i contro. Un fiume in piena che si chiama libertà che questo mezzo ci dona e che surclassa ogni limitazione o costrizione imposteci. Forse è la ricerca di evasione che ognuno di noi cerca, a portarci la prima volta in sella. Ma basta davvero poco per ritrovarci in un mondo in cui non ci saremmo mai aspettati di trovarci e che solo chi ha provato ad andare in moto può capire ed amare, mentre per il resto delle persone sono solo concetti di difficile interpretazione. Personalmente amo andare in moto perché è il modo migliore che conosco per vivere delle emozioni e liberare la mente, perché quando indosso il casco e abbasso la visiera è come se entrassi in un altro mondo, dove i pensieri e i problemi di tutti i giorni non possono entrarvi. Un amico anni fa mi disse che il mondo da dentro il casco è più bello, più profumato e con colori più intensi. Lì per lì non capii le sue parole, ma con il tempo mi fu tutto molto più chiaro, trovandomi a vivere quelle emozioni di cui mi parlò tempo prima. Raggiungere un passo montano, fermarsi nel punto più alto e ritrovarsi ad ammirare il panorama nel più totale silenzio, rotto solo dal ticchettio dello scarico caldo, accompagnato dal “profumo” dei vapori della benzina. O ancora farsi cullare dolcemente dalle curve di un tracciato collinare. Insomma tutto sembra davvero più bello, più buono. Anche un semplice panino con il salame mangiato a bordo strada diventa una bontà. Quindi sia che si viva questa passione in solitudine o in gruppo saranno momenti unici di vita. È una visione eccessivamente romantica delle due ruote? Forse. Ritengo che nel momento in cui si indossa un casco si entra a far parte di una famiglia legata da una forte fratellanza. Seppur all’apparenza soli, in strada ci sarà sempre un fratello biker pronto a fermarsi per soccorrerci nel caso ce ne sia la necessità. E in un mondo egoista ed individualistico come quello in cui viviamo, rende ancora più speciale questa passione. Ma come la Luna, questo modo di vivere ha due facce: una luminosa e splendente, l’altra nera e oscura. Già, perché questa passione nasconde un lato oscuro legato a cadute, incidenti, ferite e purtroppo anche morti. L’importante è non dimenticarlo mai e vivere questo tremendo lato oscuro in modo cosciente.
  18. Pino

    Perchè andiamo in moto ?

    Ciao! Hai proprio citato la frase più vera! Anche per me la partenza in Vespa con mia moglie il sabato mattina, nella bella stagione, equivale ad aprire una parentesi magica che dura fino al rientro la domenica sera. È la magia della moto! Non servono cose incredibili! Buona settimana! Pino Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  19. Ciao a tutti! Riporto un interessante articolo di DUERUOTE relativo al corretto trasporto di bambini in moto. A volte si vedono cose incredibili, che mettono in pericolo la loro vita! Buona lettura Pino 1. In moto e scooter posso trasportare bambini di qualunque età? No. Il Codice della strada disciplina il trasporto di persone e di oggetti sui veicoli a motore a due ruote all’articolo 170, che è quindi la base da cui dobbiamo partire. Tale articolo, al comma 1 bis, dice testualmente che “sui motocicli e sui ciclomotori a due ruote (ai tempi in cui il codice è stato approvato, nel 1992, il Piaggio Mp3 non esisteva ancora; ndr) è vietato il trasporto di minori di anni cinque”. Quindi il codice stabilisce il requisito minimo di età, ossia l’aver compiuto i 5 anni. 2. Il bambino in moto o scooter deve indossare il casco? Sì, come dice il codice della strada. E non deve trattarsi di un casco qualunque, ma di un casco da moto da bambini (quindi un modello con caratteristiche tecniche e strutturali adatte) omologato secondo la normativa europea ECE 22.05. Teniamo a specificare questo perché, in taluni casi, i minori vengono fatti viaggiare sulle due ruote a motore con indosso un casco da bici, sicuramente più leggero e meno invasivo, ma non sufficiente a proteggerlo adeguatamente in caso di incidente. 3. È vero che uno dei requisiti fondamentali è che il minore tocchi le pedane con i piedi? No. Questa è una delle più radicate credenze nel settore del trasporto dei minori. In base all’articolo 170 del codice della strada, chi ha più di 5 anni può essere trasportato purché “sia seduto in modo stabile ed equilibrato, nella posizione determinata dalle apposite attrezzature”. Ciò significa che, come spiega il vicequestore aggiunto della Polizia Stradale Alessandro Abruzzini, “Il codice non detta prescrizioni specifiche per il trasporto di bambini di età superiore a 5 anni oltre quella che vengano lecitamente trasportati e che debbano essere seduti in modo corretto. La ratio è quella di garantire la sicurezza del trasportato che deve essere in grado di non sbilanciarsi e rimanere correttamente seduto a seguito delle normali sollecitazioni che subisce il veicolo a due ruote sulla strada, senza vincolare il passeggero all’adozione di particolari accorgimenti”. 4. Cosa significa essere trasportato in modo corretto? La legge non è così rigorosa nel disciplinare i singoli casi. Se trasporto un bambino di 5 o 6 anni, è sufficiente che il minore sia seduto nel posto riservato al passeggero e in grado di essere “stabile ed equilibrato” durante la marcia. Concetto che è piuttosto interpretabile. Poco importa se il pargolo non tocca le pedane: è sufficiente che il requisito di stabilità possa essere raggiunto cingendo ad esempio la vita del conducente con le braccia, o aggrappandosi alle maniglie per il passeggero di cui moto e scooter sono dotati, o sfruttando lo schienale del bauletto portaoggetti. 5. E se voglio usare un seggiolino da moto, cosa succede? Niente di particolare. In commercio in Italia esistono un paio di seggiolini da moto, prodotti da Givi e Kappa. L’utilizzo degli appositi seggiolini da installare sui veicoli a motore a due ruote, pur essendo consentito nel nostro Paese, non è obbligatorio. Può essere, pertanto, utilizzato a discrezione del singolo conducente. Diverso è il caso che accade in alcuni Paesi europei (ad esempio Danimarca, Belgio, Francia e Germania) che impongono, invece, l’utilizzo dei seggiolini omologati per il trasporto dei passeggeri che non siano in grado di raggiungere coi propri piedi le pedane di moto e scooter. 6. Se doto la mia moto o scooter di un seggiolino artigianale, o di un dispositivo fatto in casa, rischio qualcosa? Per i seggiolini “non sono nemmeno previste determinate caratteristiche, ovvero la necessità che siano omologati o approvati”, dice il vicequestore Alessandrini della Polizia Stradale. Pertanto, a rigor di codice, non rischio niente se doto il mio mezzo di una seduta “fatta in casa” o mi servo di dispositivi che in qualche modo aiutano a favorire la stabilità in sella del minore. 7. Posso trasportare un minore facendolo stare in piedi sulla pedana dello scooter? No. Vero è che molti conducenti si sentono più sicuri nel trasportare un bambino tenendolo tra sé e il retroscudo dello scooter. Ma questo è uno dei comportamenti più criminali che si possa adottare. In primo luogo perché, in caso di frenata brusca, il trauma maxillo-facciale e toracico è dietro l’angolo. Una recente indagine dell’ospedale Niguarda di Milano sui traumi in moto ci ricorda che le lesioni gravi al torace e alla testa sono ai primi posti per indice di mortalità. 8. Che rischi corro se trasporto un minore in modo irregolare? Ogni anno, stando alle ultime statistiche Istat, le forze dell’ordine sanzionano 1.635 motociclisti e scooteristi per violazione dell’articolo 170. Un numero piccolo di contravvenzioni. Ma comunque abbastanza salate. L’art. 170 infatti dice che “chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 81 a euro 326”. 9. Qual è la soluzione migliore per trasportare bambini in moto? La soluzione più avveduta e di buon senso - anche nell’ottica della gestione di un eventuale sinistro - è quella di trasportare di persona i propri figli, e di non delegare tale delicato compito a soggetti terzi (siano essi parenti, amici o conoscenti). Non a caso la legislazione di alcuni Paesi europei come la Spagna privilegia il trasporto effettuato dai genitori o dal tutore legale. 10. Cosa succede se faccio un incidente con un minore a bordo? “In caso di sinistro con lesioni al bambino trasportato - spiega a Dueruote Christian Invernizzi, dell’ufficio sinistri di Motoplatinum - la compagnia di assicurazioni deve prendere in considerazione il danno del minore, istruirlo e liquidarlo, sia se c’è una responsabilità del conducente, sia ai sensi dell’articolo 141 codice delle assicurazioni private, con diritto di rivalsa nei confronti del soggetto civilmente responsabile e della sua compagnia di assicurazioni”. Ricordiamoci però che siamo in presenza di un minore e che esiste una responsabilità non solo del conducente del mezzo, ma anche di chi esercita la potestà sul minore. A loro potrebbe quindi essere imputata una “culpa in vigilando” e potrebbe quindi essere richiesta parzialmente o totalmente la restituzione del risarcimento spettato al minore, su autorizzazione del Giudice tutelare. Cosa succede all’estero? FRANCIA I passeggeri devono essere in grado di impugnare correttamente le maniglie di sostegno del veicolo e poggiare i piedi sulle pedane. Per i bambini più piccoli di 5 anni è obbligatorio un seggiolino da moto omologato. DANIMARCA I bambini di altezza inferiore a 135 cm non possono essere trasportati su un motoveicolo a due ruote, a meno che non abbiano compiuto i 5 anni e venga usato un seggiolino omologato. AUSTRIA L’età minima per essere trasportati su motoveicoli e tricicli a motore è 12 anni: il minore deve toccare correttamente con i piedi le pedane. Sui ciclomotori l’età minima è di 8 anni; sotto questa età è necessario usare un seggiolino omologato. SPAGNA Qui l’età legale per circolare è 12 anni, a patto che il passeggero tocchi correttamente con i piedi le pedane e sieda sul sellino o su un supporto apposito che ne garantisca la stabilità. Il limite si abbassa a 7 anni se il conducente è il padre, la madre o il tutore legale del minore. SVIZZERA I bambini di età inferiore ai 7 anni devono essere trasportati su seggiolini da moto omologati. GERMANIA Non esiste un limite minimo di età per essere trasportati su un motoveicolo. Sotto i 7 anni è però obbligatorio essere seduti su un seggiolino da moto omologato.
  20. Pino

    pedalini passeggero gts: macchie

    Bello !!! Mi intriga la cosa !! Mi sai dire quale solvente e quale pasta?? (e un po' la procedura da seguire) Ho trovato un lavoro da fare la prossima stagione! Grazie! ciao Pino
  21. Pino

    La mia rossa vintage

    Bellissima tonalità di Rosso! La mia è la classica Rosso Dragone (Che lago si intravede sullo sfondo???) ciao Pino
  22. Pino

    Un saluto a tutti da Varese

    Ciao!! Un saluto da un finto monzese, che in realtà è un varesino D'estate pendolo tra Brianza e Varesotto, ... in inverno un po' meno Se vuoi puoi darci qualche altro dettaglio sulla tua Vespa e su di te Saluti Pino
  23. Pino

    Presentazione ufficiale

    Ciao !! Ben trovato! Se ti fa piacere puoi anche documentare con qualche foto i tuoi giri fuori porta (passati e futuri) Così vedremo, oltre alla tua Vespa e alle vostre ombre, anche i vostri itinerari !! Pino
  24. Pino

    I venti passi...

    Stamattina mi sono riletto il racconto. Una cosa veramente notevole! Quanti chilomtri sono tutto il giro? Hai fatto tutto in quanto tempo? Immagino che per vedere e apprezzare tutto quello che hai nominato ci voglia un sacco di tempo! Hai prenotato alberghi dove fare tappa? Se hai altre foto, e se hai tempo e voglia, sarebbe davvero interessante qualche dettaglio in più Al tuo buon cuore ! grazie Pino
  25. Pino

    I venti passi...

    Molto bello!! Un giro splendido! Scenari davvero fantastici! Grazie molte, è una preziosa documentazione ad uso di tutti quelli che ne vogliano fare tesoro Pino Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
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