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Rane Pazze a Sermoneta 21/09/2025


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Posted

Ed ecco un’altra incredibile impresa delle Rane Pazze!
Questa volta puntiamo le nostre Vespa Gts versoSermoneta, nel cuore dell’Agro Pontino.
Siamo a due passi da Latina, in una zona ricchissima di luoghi da scoprire:

  • gli incantevoli Giardini di Ninfa, definiti “il giardino più romantico del mondo”;

  • il Museo Piana delle Orme, un enorme percorso tematico tra storia, mezzi militari e tradizioni contadine;

  • e naturalmente Sermoneta, un borgo medievale perfettamente conservato, con il suo castello, i vicoli in pietra e panorami mozzafiato.

Le Rane Pazze, come sempre, non si limitano a visitare…
invadono, ridono, rombano e documentano tutto!
Appuntamento come sempre a Torrevecchia alla ore 9:00.
Io sono parcheggiato al solito posto… ma Mauretto, complice un furgoncino messo di mezzo, finisce dall’altro lato del parcheggio.
Sono le 9;05 e sembriamo in un nascondino motorizzato: io mi sposto, lui si sposta… poi finalmente ci becchiamo.
Colazione al Bar Cornucopia, proprio lì dove ci dovevamo incontrare — almeno qualcosa è andata secondo i piani!
Cappuccino, cornetto e via: raccordo, Pontina, e dritti a Sermoneta senza esitazioni.
E poi… nota personale:
la mia nuova Gts beige è una meraviglia. Veloce, comoda, rilassante.
Quasi meglio della Gtv nera, che sì, ha carattere… ma è un po’ scorbutica.
Sarà il parabrezza alto, non lo so… ma per ora vince la beige!
Sermoneta però… non ci accoglie proprio con un tappeto rosso.
Il centro storico è accessibile solo ai residenti, quindi niente ingresso trionfale in Vespa tra i vicoli.
Il parcheggio? Ci sta ma è un delirio totale.
Buche profonde come crateri lunari, salite, discese e sampietrini messi lì apposta per far ridere chi guarda da fuori.
Il controllo di trazione (ASR) lavora più oggi che in tutta la sua vita.
Io alla fine lo disattivo, altrimenti mi ritrovo per terra come una rana spiaccicata.
Insomma…  un caos organizzato, grazie sindaco di Sermoneta — ma le Rane Pazze non si arrendono mai!
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Finalmente, parcheggiata la Vespa con la stessa cautela di un artificiere davanti a un ordigno, si inizia la visita del borgo.
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Devo dire che, rispetto ad altri posti che abbiamo visto, Sermoneta attira parecchi turisti: coppie con zainetto, gruppi organizzati, fotografi che si sdraiano per terra per immortalare un vicolo… insomma, atmosfera viva.
Certo, anche qui molte attività sono chiuse e diverse case sono in vendita — segni dei tempi — ma almeno c'è movimento, si sente ancora quella voglia di resistere.
La nostra prima tappa è la Chiesa di San Giuseppe.
Da fuori sembra promettere bene… ma una volta entrati la situazione è un po' triste.
L’interno è parecchio rovinato, intonaco che cade, affreschi sbiaditi e banchi che scricchiolano come se volessero raccontare loro la storia al posto nostro.
Si sente che qui il tempo è passato e, purtroppo, senza troppe manutenzioni
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Mauro, durante la visita, arriva anche lui a una grande verità dell’universo:  la gente è... come dire st... (io me ne ero accorto da tempo).
Funziona sempre così: un posto è vuoto, perfetto per fare una bella foto.
Tiri fuori lo smartphone… ZAC!
Dal nulla spuntano persone come api sul miele.
Prima non c’era anima viva, ora sembra l’ingresso a Gardaland.
Aspetti che se ne vadano… e ne arrivano altri.
Alla fine fai la foto con pubblico incluso, che tanto resistere è inutile. O per dirla alla Borg, La resistenza è inutile.
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Ed eccolo finalmente, dopo una buona dose di saliscendi e vicoli che sembrano tutti uguali, il tanto atteso Duomo di Sermoneta.
Ci arriviamo ansimando come se avessimo scalato l’Everest, ma con la soddisfazione di chi ha trovato il tesoro alla fine della mappa.
Perché diciamolo: questo paese è tutta una salita.
Ragazzi… che fatica! Altro che passeggiata turistica, qui serve l’allenamento da Giro d’Italia!
Durante la visita, ci farà compagnia un gatto rosso che sembra deciso a seguirci ovunque.
Entra ed esce dal Duomo come se fosse il custode ufficiale, e noi non possiamo fare a meno di ridere.
Chi lo sa… forse in una vita precedente era un frate, sempre presente, silenzioso, ma con un certo senso dell’umorismo felino.
In ogni caso, diventa subito la mascotte delle Rane Pazze, e noi ci sentiamo un po’ come parte del suo regno.


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Proseguiamo il nostro giro fino a scoprire un tesoro nascosto: un museo privato e artigianale chiamato "C'era una volta".
Istituito nel 2000, il museo è una vera e propria macchina del tempo in miniatura. Comprende sei quadri che raccontano i cicli della vita locale di un tempo:

  • la raccolta delle olive.

  • la pesca con la bilancia.

  • la masseria e la lavorazione dei formaggi.

  • l’allevamento degli animali.

  • la lavorazione dei campi.

  • e le lavorazioni artigianali come paglia, legno, pellami, vetro e terracotta, senza dimenticare la piazza dei mercanti, le botteghe e le scene di vita domestica.

Ogni personaggio è realizzato a mano e dotato di un meccanismo che li fa muovere, mentre gli scenari sono costruiti con sughero, cartapesta, stucchie, gesso e terracotta (Questa parte l'ho presa dal sito ufficiale)
È incredibile vedere come la tradizione prenda vita davanti ai nostri occhi… quasi come se le Rane Pazze stessero entrando in un mondo in miniatura fatto apposta per loro.
Mauretto, non sembra particolarmente interessato.
Lo vedo rimanere all’ingresso, per poi dirmi io aspetto fuori, entro così da solo.
Devo dire che resto subito affascinato: i personaggi che si muovono, gli scenari dettagliati, l’atmosfera che ti trasporta in un tempo lontano…
È uno di quei posti in cui ti dimentichi del mondo esterno, e per un attimo le Rane Pazze diventano turisti silenziosi, rapiti dalla magia di un borgo che vive anche nei ricordi.
Suggestivo
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Dopo tanta esplorazione e un sacco di salite, è finalmente arrivato il momento più atteso della giornata: il pranzo!
Ci dirigiamo verso il ristorante Ghost, situato proprio sotto le mura del castello.
L’atmosfera è incredibile: mangiare qui significa gustare i sapori locali circondati dalla storia, con le torri medievali che fanno da sfondo e sembrano quasi vigilare sul nostro pasto.
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Finalmente possiamo rilassarci, pensare alla prossima follia delle Rane Pazze.
Finito il pranzo, con la pancia piena e un po’ di fatica accumulata sulle salite di Sermoneta, è il momento di tornare a casa.
Le Vespa GTS rombano di nuovo, questa volta con un ritmo più rilassato.
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Un’altra avventura delle Rane Pazzesi conclude, ma già si sente nell’aria c'è gia il richiamo della prossima impresa su due o quattro ruote.

 

 

  

 

 

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Ormai non si tratta più report di viaggio, ma di veri e propri romanzi di avventura!!

Le Rane Evolute!!

Ciao!

Pino

 

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Site veramente divertenti ed interessanti,
Chissà se per il VWD 2026 di Roma avremo il piacere di berci un caffe' o un aperitivo assieme 🙂

Io sono di Torino 

  • Thanks 1
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Non mi sono iscritto, onestamente quest'anno nemmeno ad un club vespa, però se passi per Roma magari ci si vede da qualche parte per un caffè

 

Posted

Non credo che precludano a priori, l' accesso sarà chiuso solo nel parco vespe ed all' interno del villaggio.
All' esterno non credo ci siano problemi. 
Io poi vengo in camper e soggiornero' in una area camper all' esterno 

 

  • Like 1

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