Negli ultimi anni le nostre avventure ci hanno portato a Vitorchiano, alle Cascate delle Marmore, al Lago di Piediluco, per poi toccare Casco dell’Acqua, Scheggino e Rasiglia. Ma c’era ancora una tappa rimasta in sospeso: il celebre Museo delle Mummie a Ferentillo. Questa domenica 10 agosto abbiamo deciso di colmare la lacuna.
Solito appuntamento alle 8:30, colazione a Monterotondo e poi via verso Ferentillo: arrivo previsto verso le 11:45… niente male, se si esclude un caldo da far piegare i semafori. Ma, nonostante l’allerta meteo, abbiamo deciso di sfidare le temperature: sì, siamo folli, ma viaggiare in Vespa non ha prezzo.
Lungo la strada siamo passati anche per le Cascate delle Marmore, dove abbiamo fatto una sosta veloce. Ora, grazie alla precedente gita al Lago di Piediluco, conosciamo meglio anche la provenienza di quest’acqua che alimenta le cascate e la centrale elettrica poco distante.
Arrivati in paese, pronti a buttarci nella storia, abbiamo subito notato… che non c’era un cartello che fosse uno. Fortuna che un abitante del posto – probabilmente abituato a recuperare turisti spaesati – ci ha indicato la strada.
Il Museo delle Mummie si trova nella cripta della Chiesa di Santo Stefano. Lì, in un’atmosfera sospesa tra il sacro e il mistero, riposano corpi perfettamente conservati grazie alle particolari condizioni microclimatiche del luogo. Alcune mummie conservano ancora capelli e abiti originali, testimoni silenziosi di secoli passati. I monitor interattivi raccontano le storie, i mestieri e persino le leggende legate a ciascuno di loro, rendendo la visita affascinante e un po’ inquietante allo stesso tempo.
Curiosità: le mummie di Ferentillo devono la loro conservazione a un particolare fungo presente nelle pareti della cripta. Questo microrganismo ha proprietà disidratanti naturali, che hanno impedito la decomposizione dei corpi per secoli, creando un fenomeno unico in Italia e tra i pochi al mondo.
Dopo il museo, visita alla Chiesa di Santo Stefano, che accoglie con semplicità e fascino: navata unica, pietra a vista, resti di affreschi medievali e un silenzio che invita al rispetto. Il contrasto con la cripta sottostante è forte e suggestivo.
Terminata la parte culturale, è arrivato il turno della fame (quella vera). Ci siamo fermati alla trattoria Il Grottino del Nera in via Valnerina 209, che sembrava congelata a cinquant’anni fa: tavoli di legno, tovaglie a quadri e quell’atmosfera da “gita fuori porta” dei tempi in cui le famiglie partivano con la Topolino o la 1100. Il pranzo è stato un trionfo di sapori: piatti genuini, porzioni generose e cucina casalinga di quelle che ti fanno dire “qui ci torno”.
Il rientro verso casa è stato rilassato, con il sole che calava dietro le colline e noi che già pensavamo alla prossima avventura da aggiungere al diario delle Rane Pazze.
Anche il bancomat fa le bizze
Nota di viaggio: ovviamente, come da copione, ci siamo persi. Ma stavolta la colpa non era nostra: sul percorso c’erano così tante interruzioni e deviazioni da sembrare una caccia al tesoro… senza mappa!
Negli ultimi anni le nostre avventure ci hanno portato a Vitorchiano, alle Cascate delle Marmore, al Lago di Piediluco, per poi toccare Casco dell’Acqua, Scheggino e Rasiglia. Ma c’era ancora una tappa rimasta in sospeso: il celebre Museo delle Mummie a Ferentillo. Questa domenica 10 agosto abbiamo deciso di colmare la lacuna.
Solito appuntamento alle 8:30, colazione a Monterotondo e poi via verso Ferentillo: arrivo previsto verso le 11:45… niente male, se si esclude un caldo da far piegare i semafori. Ma, nonostante l’allerta meteo, abbiamo deciso di sfidare le temperature: sì, siamo folli, ma viaggiare in Vespa non ha prezzo.


Lungo la strada siamo passati anche per le Cascate delle Marmore, dove abbiamo fatto una sosta veloce. Ora, grazie alla precedente gita al Lago di Piediluco, conosciamo meglio anche la provenienza di quest’acqua che alimenta le cascate e la centrale elettrica poco distante.

Arrivati in paese, pronti a buttarci nella storia, abbiamo subito notato… che non c’era un cartello che fosse uno. Fortuna che un abitante del posto – probabilmente abituato a recuperare turisti spaesati – ci ha indicato la strada.

Il Museo delle Mummie si trova nella cripta della Chiesa di Santo Stefano. Lì, in un’atmosfera sospesa tra il sacro e il mistero, riposano corpi perfettamente conservati grazie alle particolari condizioni microclimatiche del luogo. Alcune mummie conservano ancora capelli e abiti originali, testimoni silenziosi di secoli passati. I monitor interattivi raccontano le storie, i mestieri e persino le leggende legate a ciascuno di loro, rendendo la visita affascinante e un po’ inquietante allo stesso tempo.
Curiosità: le mummie di Ferentillo devono la loro conservazione a un particolare fungo presente nelle pareti della cripta. Questo microrganismo ha proprietà disidratanti naturali, che hanno impedito la decomposizione dei corpi per secoli, creando un fenomeno unico in Italia e tra i pochi al mondo.











Dopo il museo, visita alla Chiesa di Santo Stefano, che accoglie con semplicità e fascino: navata unica, pietra a vista, resti di affreschi medievali e un silenzio che invita al rispetto. Il contrasto con la cripta sottostante è forte e suggestivo.
Terminata la parte culturale, è arrivato il turno della fame (quella vera). Ci siamo fermati alla trattoria Il Grottino del Nera in via Valnerina 209, che sembrava congelata a cinquant’anni fa: tavoli di legno, tovaglie a quadri e quell’atmosfera da “gita fuori porta” dei tempi in cui le famiglie partivano con la Topolino o la 1100. Il pranzo è stato un trionfo di sapori: piatti genuini, porzioni generose e cucina casalinga di quelle che ti fanno dire “qui ci torno”.
Il rientro verso casa è stato rilassato, con il sole che calava dietro le colline e noi che già pensavamo alla prossima avventura da aggiungere al diario delle Rane Pazze.
Anche il bancomat fa le bizze
Nota di viaggio: ovviamente, come da copione, ci siamo persi. Ma stavolta la colpa non era nostra: sul percorso c’erano così tante interruzioni e deviazioni da sembrare una caccia al tesoro… senza mappa!