La terza domenica del mese è dedicata alle Rane Pazze, e il meteo ci promette una mattina fresca e luminosa, perfetta per una gita in vespetta. Come sempre, il nostro punto di incontro è a Torrevecchia, dove ci siamo ritrovati con i nostri scooter, chiacchierando e ridendo mentre controllavamo le vespe prima della partenza. L’aria era frizzante, e l’eccitazione di partire ci faceva sentire bambini in attesa di un’avventura, come accade ogni volta con le nostre Vespette: la mia Gtv nera e la Gts Bianca di Mauretto.
Dopo aver deciso il percorso da fare, siamo partiti puntuali alle 9:00.
La prima tappa è stata alle 9:36 sulla Cassia, per una colazione ristoratrice al Centro Commerciale le Rughe, dove facciamo anche un felice incontro con una famiglia di cinghiali: caffè caldo, cornetti fragranti e un momento di pausa per pianificare il resto del percorso. Tra un sorriso e una chiacchiera, ci siamo goduti quell’attimo di tranquillità prima di rimetterci in viaggio.
Ripartiamo, veloci sulla Cassia, poi prendiamo la Cimina. Tra una curva e l’altra, le nostre vespe sfrecciano lungo le strade immerse nel verde, tra scorci panoramici e profumo di campagna, accompagnate dal suono del motore e dal vento che ci accarezza il volto.
Alle 10:48 arriviamo finalmente a Soriano del Cimino, un piccolo borgo arroccato ai piedi dei monti Cimini, con le sue stradine medievali e i palazzi storici che raccontano secoli di storia. Soriano ha origini antichissime: le sue radici risalgono all’epoca etrusca, ma è nel Medioevo che il borgo cresce intorno al castello, che domina il paese dall’alto. Passeggiando tra le vie acciottolate, si respirano secoli di storie, tra chiese antiche, piazzette tranquille e scorci suggestivi. Non mancano i dettagli pittoreschi: vecchie fontane in pietra, cortili nascosti e balconi fioriti, che sembrano usciti da un dipinto.
Dopo aver parcheggiato le vespe,
ci siamo concessi qualche minuto per ammirare il panorama e scattare le foto di rito. Il borgo, silenzioso e quasi sospeso nel tempo, sembrava fare da cornice perfetta alla nostra avventura su due ruote.
Ci dirigiamo verso la Chiesa di Sant'Eutizio, un gioiello architettonico che custodisce secoli di fede e arte. La chiesa, risalente al Medioevo, è nota per la sua facciata sobria e la navata interna semplice ma elegante, che conserva affreschi antichi e dettagli sacri carichi di storia. Entrando, il silenzio e la luce filtrata dalle finestre creano un’atmosfera raccolta e quasi mistica, che invita a fermarsi e ammirare con calma ogni dettaglio. Le campane, a volte appena udibili dal borgo, sembrano raccontare storie di generazioni passate, e noi restiamo incantati, fotografando qualche angolo e scoprendo particolari che altrimenti ci sfuggirebbero.
Dopo aver lasciato la Chiesa di Sant’Eutizio, ci dirigiamo verso il Castello Orsini di Soriano del Cimino, che domina il borgo dall’alto con la sua struttura imponente e maestosa. Costruito nel XIII secolo, il castello è un esempio tipico delle fortezze medievali italiane, con alte mura in pietra e torri robuste che raccontano storie di difesa, signori e battaglie lontane.
Decidiamo di limitarci a una visita esterna, dato che gli interni non sembrano particolarmente interessanti, ma anche solo camminare lungo il perimetro e osservare il castello da vicino è un’esperienza affascinante. Le mura, solide e ben conservate, trasmettono una sensazione di forza e permanenza, mentre le torri svettano verso il cielo come sentinelle silenziose che da secoli osservano il borgo sottostante.
Dal piazzale davanti al castello, il panorama sul paese e sulla vallata circostante è spettacolare: le case dai tetti rossi, le viuzze strette, gli uliveti e i boschi dei monti Cimini creano una cornice naturale perfetta. Ci fermiamo a scattare qualche foto, a ridere tra di noi e a respirare l’aria fresca del mattino, godendoci questo momento di pausa in un luogo così carico di storia.
Dopo aver girato ancora un po’ tra le vie del borgo, ci concediamo gli ultimi scorci di Soriano del Cimino, tra vicoli acciottolati, piccole piazzette e angoli nascosti che sembrano usciti da un quadro. Ogni passo regala nuove prospettive: finestre decorate con fiori, antiche porte in legno e panni stesi al sole che raccontano la vita quotidiana del paese. Ogni tanto ci fermiamo a scattare qualche foto, catturando attimi di colore e dettagli che altrimenti sfuggirebbero.
È ormai ora di pranzo: la fame si fa sentire e siamo pronti per una pausa meritata. Ho prenotato al Ristorante i tre scalini, che promette sapori autentici della cucina locale. Appena entriamo, l’atmosfera ci conquista: un locale che unisce il fascino del vecchio, con una parte situata all’interno delle mura storiche, a un ambiente più moderno e luminoso
Con calma, dopo pranzo, ci prepariamo per il rientro. Sono le 15:00, il sole è alto e l’aria è calda: il tempo ideale per godersi il viaggio di ritorno in vespa. Le strade appaiono diverse rispetto alla mattina: più luminose, tranquille e rilassate, perfette per lasciarsi andare al piacere della guida.
La terza domenica del mese è dedicata alle Rane Pazze, e il meteo ci promette una mattina fresca e luminosa, perfetta per una gita in vespetta. Come sempre, il nostro punto di incontro è a Torrevecchia, dove ci siamo ritrovati con i nostri scooter, chiacchierando e ridendo mentre controllavamo le vespe prima della partenza. L’aria era frizzante, e l’eccitazione di partire ci faceva sentire bambini in attesa di un’avventura, come accade ogni volta con le nostre Vespette: la mia Gtv nera e la Gts Bianca di Mauretto.

Dopo aver deciso il percorso da fare, siamo partiti puntuali alle 9:00.
La prima tappa è stata alle 9:36 sulla Cassia, per una colazione ristoratrice al Centro Commerciale le Rughe, dove facciamo anche un felice incontro con una famiglia di cinghiali: caffè caldo, cornetti fragranti e un momento di pausa per pianificare il resto del percorso. Tra un sorriso e una chiacchiera, ci siamo goduti quell’attimo di tranquillità prima di rimetterci in viaggio.
Ripartiamo, veloci sulla Cassia, poi prendiamo la Cimina. Tra una curva e l’altra, le nostre vespe sfrecciano lungo le strade immerse nel verde, tra scorci panoramici e profumo di campagna, accompagnate dal suono del motore e dal vento che ci accarezza il volto.
Alle 10:48 arriviamo finalmente a Soriano del Cimino, un piccolo borgo arroccato ai piedi dei monti Cimini, con le sue stradine medievali e i palazzi storici che raccontano secoli di storia. Soriano ha origini antichissime: le sue radici risalgono all’epoca etrusca, ma è nel Medioevo che il borgo cresce intorno al castello, che domina il paese dall’alto. Passeggiando tra le vie acciottolate, si respirano secoli di storie, tra chiese antiche, piazzette tranquille e scorci suggestivi. Non mancano i dettagli pittoreschi: vecchie fontane in pietra, cortili nascosti e balconi fioriti, che sembrano usciti da un dipinto.
Dopo aver parcheggiato le vespe,

ci siamo concessi qualche minuto per ammirare il panorama e scattare le foto di rito. Il borgo, silenzioso e quasi sospeso nel tempo, sembrava fare da cornice perfetta alla nostra avventura su due ruote.
Ci dirigiamo verso la Chiesa di Sant'Eutizio, un gioiello architettonico che custodisce secoli di fede e arte. La chiesa, risalente al Medioevo, è nota per la sua facciata sobria e la navata interna semplice ma elegante, che conserva affreschi antichi e dettagli sacri carichi di storia. Entrando, il silenzio e la luce filtrata dalle finestre creano un’atmosfera raccolta e quasi mistica, che invita a fermarsi e ammirare con calma ogni dettaglio. Le campane, a volte appena udibili dal borgo, sembrano raccontare storie di generazioni passate, e noi restiamo incantati, fotografando qualche angolo e scoprendo particolari che altrimenti ci sfuggirebbero.
Dopo aver lasciato la Chiesa di Sant’Eutizio, ci dirigiamo verso il Castello Orsini di Soriano del Cimino, che domina il borgo dall’alto con la sua struttura imponente e maestosa. Costruito nel XIII secolo, il castello è un esempio tipico delle fortezze medievali italiane, con alte mura in pietra e torri robuste che raccontano storie di difesa, signori e battaglie lontane.
Decidiamo di limitarci a una visita esterna, dato che gli interni non sembrano particolarmente interessanti, ma anche solo camminare lungo il perimetro e osservare il castello da vicino è un’esperienza affascinante. Le mura, solide e ben conservate, trasmettono una sensazione di forza e permanenza, mentre le torri svettano verso il cielo come sentinelle silenziose che da secoli osservano il borgo sottostante.
Dal piazzale davanti al castello, il panorama sul paese e sulla vallata circostante è spettacolare: le case dai tetti rossi, le viuzze strette, gli uliveti e i boschi dei monti Cimini creano una cornice naturale perfetta. Ci fermiamo a scattare qualche foto, a ridere tra di noi e a respirare l’aria fresca del mattino, godendoci questo momento di pausa in un luogo così carico di storia.
Dopo aver girato ancora un po’ tra le vie del borgo, ci concediamo gli ultimi scorci di Soriano del Cimino, tra vicoli acciottolati, piccole piazzette e angoli nascosti che sembrano usciti da un quadro. Ogni passo regala nuove prospettive: finestre decorate con fiori, antiche porte in legno e panni stesi al sole che raccontano la vita quotidiana del paese. Ogni tanto ci fermiamo a scattare qualche foto, catturando attimi di colore e dettagli che altrimenti sfuggirebbero.
È ormai ora di pranzo: la fame si fa sentire e siamo pronti per una pausa meritata. Ho prenotato al Ristorante i tre scalini, che promette sapori autentici della cucina locale. Appena entriamo, l’atmosfera ci conquista: un locale che unisce il fascino del vecchio, con una parte situata all’interno delle mura storiche, a un ambiente più moderno e luminoso





Con calma, dopo pranzo, ci prepariamo per il rientro. Sono le 15:00, il sole è alto e l’aria è calda: il tempo ideale per godersi il viaggio di ritorno in vespa. Le strade appaiono diverse rispetto alla mattina: più luminose, tranquille e rilassate, perfette per lasciarsi andare al piacere della guida.