A distanza di 3 anni, come da breve tradizione, siamo tornati sulle Alpi per il battesimo da neopatentato dell'altro mio figlio. Obiettivo percorrere la strada asfaltata più alta d'Europa e passare una giornata on the road fuori dalla confusione rivierasca. Abbandonate quasi subito le intenzioni di una partenza di buon ora, siamo riusciti a partire solo per le 9:30... Trasferimento in furgone fino a Vinadio, 165 km (più altrettanti di ritorno) da aggiungere ai 170 previsti per il giro sarebbero sati un po' troppi visti i mezzi in ballo.
Vestiti di tutto punto o quasi (dal bacino in su motociclisti teutonici con tutte le protezioni, in basso spiaggia...), viste le temperature oltre i 30 gradi, siamo partiti "all'attacco" della prima salita, quella che porta al colle della Lombarda. La vespetta di mia moglie, seppur con un 70, arrancava nel susseguirsi dei tornanti a sua discolpa i 130 kg dei passeggeri e l'altitudine, che qui partiva dai 900 m per arrivare a 2350.
Lungo l'ascesa alcune viste interessanti, tra cui il santuario di Sant'Anna di Vinadio
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Quasi in cima, ultimo chilometro... A 30Km/h (indicati) il paesaggio si può osservare bene...
Passato il valico, discesa in picchiata fino a Isola 2000 e poi Isola, strada stupenda, scorrevolissima e asfalto perfetto si torna a 700 e qualcosa metri con la temperatura che oltrepassa nuovamente i 30°. Percorriamo quindi il fondo valle del fiume Tinee sino a Santo Stefano per poi salire Gradualmente fino alle cascatelle del fiume Vens, l'occasione è buona per rinfrescarsi un po'...
Sosta prolungata per far raffreddare un po' anche le trasmissioni automatiche, consapevoli del fatto che il loro sollievo sarebbe comunque durato pochi km, viste le pendenze sempre tra l'8 e il 10% che ci avrebbero aspettato. Si riparte per la prossima tappa, la cima della Bonette.
Gli ultimi 2/3 km sono stati un vero banco di prova per il motore della Vespa... Ma arrivati a quota 2800 e parcheggiata vicino alle varie ktm e Bmw, ha dimenticato tutto, assumendo quasi un aria spavalda.
La vista sud ovest e nord est dalla vetta
Anche qui la discesa è molto scorrevole e con un asfalto perfetto, si scende in direzione Jausiers tornando nuovamente intorno ai 1000 m, passando per Lans. Un bel fondo valle utile per riposare un po' i mezzi e il cervello, visto il leggero temporale che ci ha reso più "frizzante" la discesa.
E' ora di rientrare nei nostri confini e ci dirigiamo quindi verso il col de Larche che dal versante italico diventa Maddalena. Lungo la strada interesante questa costruzione bellica con tanto di postazioni di tiro ricavate nella roccia.
Questa salita è molto più semplice delle altre, oltre l'altimetria, anche la pendenza è minore.
Di seguito il laghetto appena entrati in Italia e un bello scorcio, quasi mistico su una vetta nella discesa verso Argentera. La strada verso Vinadio a nostro avviso non offre particolari degni di nota, o forse la stanchezza comincia a farsi sentire...
Caricato nuovamente il furgone si torna a casa, qualcuno ha tempo di rilassarsi e svagarsi con lo smartphone, qualcuno deve portare gli altri a casa.
Per chi è arrivato alla fine, quiz: che mezzo è quello colorato Polini?
A distanza di 3 anni, come da breve tradizione, siamo tornati sulle Alpi per il battesimo da neopatentato dell'altro mio figlio. Obiettivo percorrere la strada asfaltata più alta d'Europa e passare una giornata on the road fuori dalla confusione rivierasca. Abbandonate quasi subito le intenzioni di una partenza di buon ora, siamo riusciti a partire solo per le 9:30... Trasferimento in furgone fino a Vinadio, 165 km (più altrettanti di ritorno) da aggiungere ai 170 previsti per il giro sarebbero sati un po' troppi visti i mezzi in ballo.
Vestiti di tutto punto o quasi (dal bacino in su motociclisti teutonici con tutte le protezioni, in basso spiaggia...), viste le temperature oltre i 30 gradi, siamo partiti "all'attacco" della prima salita, quella che porta al colle della Lombarda. La vespetta di mia moglie, seppur con un 70, arrancava nel susseguirsi dei tornanti a sua discolpa i 130 kg dei passeggeri e l'altitudine, che qui partiva dai 900 m per arrivare a 2350.
Lungo l'ascesa alcune viste interessanti, tra cui il santuario di Sant'Anna di Vinadio
Quasi in cima, ultimo chilometro... A 30Km/h (indicati) il paesaggio si può osservare bene...
Passato il valico, discesa in picchiata fino a Isola 2000 e poi Isola, strada stupenda, scorrevolissima e asfalto perfetto si torna a 700 e qualcosa metri con la temperatura che oltrepassa nuovamente i 30°. Percorriamo quindi il fondo valle del fiume Tinee sino a Santo Stefano per poi salire Gradualmente fino alle cascatelle del fiume Vens, l'occasione è buona per rinfrescarsi un po'...
Sosta prolungata per far raffreddare un po' anche le trasmissioni automatiche, consapevoli del fatto che il loro sollievo sarebbe comunque durato pochi km, viste le pendenze sempre tra l'8 e il 10% che ci avrebbero aspettato. Si riparte per la prossima tappa, la cima della Bonette.
Gli ultimi 2/3 km sono stati un vero banco di prova per il motore della Vespa... Ma arrivati a quota 2800 e parcheggiata vicino alle varie ktm e Bmw, ha dimenticato tutto, assumendo quasi un aria spavalda.
La vista sud ovest e nord est dalla vetta
Anche qui la discesa è molto scorrevole e con un asfalto perfetto, si scende in direzione Jausiers tornando nuovamente intorno ai 1000 m, passando per Lans. Un bel fondo valle utile per riposare un po' i mezzi e il cervello, visto il leggero temporale che ci ha reso più "frizzante" la discesa.
E' ora di rientrare nei nostri confini e ci dirigiamo quindi verso il col de Larche che dal versante italico diventa Maddalena. Lungo la strada interesante questa costruzione bellica con tanto di postazioni di tiro ricavate nella roccia.
Questa salita è molto più semplice delle altre, oltre l'altimetria, anche la pendenza è minore.
Di seguito il laghetto appena entrati in Italia e un bello scorcio, quasi mistico su una vetta nella discesa verso Argentera. La strada verso Vinadio a nostro avviso non offre particolari degni di nota, o forse la stanchezza comincia a farsi sentire...
Caricato nuovamente il furgone si torna a casa, qualcuno ha tempo di rilassarsi e svagarsi con lo smartphone, qualcuno deve portare gli altri a casa.
Per chi è arrivato alla fine, quiz: che mezzo è quello colorato Polini?