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gizmu

I venti passi...

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Come promesso nella mia presentazione posto un po' di foto e la cronistoria del mio viaggetto estivo sui passi alpini in Svizzera (principalmente) e Italia. Correva l'anno 2015 e la Vespa (GTS 300 Super) era la mia penultima.

Appena ho tempo seguiranno foto ed info dei miei tour estivi piu' "significativi" fatti nel 2016, 2017 e 2018...

Saluti a tutti.

 

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Il tour inizia a Zurigo per proseguire sino alla bella cittadina tedesca di Costanza su quello che e' in pratica l'unico tratto autostradale di rilievo dell'intero itinerario. Da un punto turistico l'ideale sarebbe puntare in decisa direzione nord alla volta di Sciaffusa per vedere le spettacolari cascate del Reno, proseguendo poi verso Costanza. Nel mezzo sosta d'obbligo al villaggio di stampo medioevale di Stein am Rhein. Tuttavia essendo zone da me visitate per questa volta ho pensato di risparmiare qualche chilometro.
Da Costanza si costeggia l'omonimo lago sino a St. Margrethen per proseguire verso Appenzello passando per Heiden e Trogen. In nessun altro luogo in Svizzera il passaggio dal paesaggio collinare dell‘Altipiano al mondo alpino dominato da rocce avviene in modo così sorprendente come nella regione dell'Alpstein che si attraversa. Passando per Urnäsch si continua verso Neu St. Johann nel Toggenburgo, la valle dei Churfirsten. Il tour prosegue poi per Sargans, Landquart e Klosters via Wildhaus, per raggiungere Davos, arrivo della tappa.

La seconda tappa inizia con il Wolfgangpass (1631 m) ed il poco piu' impegnativo Passo Flüela (2383 m) che conduce in Engadina, una delle valli abitate più alte d'Europa, lunga più di 80 km. Costeggiando l'Inn e passato Zernez inizia la fantastica tappa svizzero-italica dei passi "mitici": velocità, lunghi rettilinei e abetine nel Parco dell’Engadina con la salita al Passo del Fuorn (2149 m) che porta in Alto Adige, tra i larici di Tubre, la medievale Glorenza, il castello di Montechiaro. La regina delle salite è lì: la SS38 del tortuoso Passo dello Stelvio, tra i valichi stradali più alti d’Europa (2758 m). La strada per il Passo è un groviglio di curve e, vista dall’alto, sembra un filo per cucire buttato sul tavolo. Una volta in cima, ci si può fermare al museo al passo, oppure dormire al “Passo Stelvio”, il primo albergo costruito sul valico.
La discesa porta a Bormio, già terme romane e medievali, Santa Caterina Valfurva e il mitico Passo Gavia (2621 m), giusto per divertirsi ancora un po’. Tornati a valle arrivo della tappa alla localita' di vacanze di Ponte di Legno ai piedi dell'Adamello.

La terza tappa parte da Edolo, poco oltre Ponte di Legno ed all’inizio della Val Camonica. Da Edolo reinizano salite e divertimento lanciando il motore verso il Passo dell’Aprica (1.181 m) e il Passo del Bernina (2.323 m), lungo la SS38a, dove si trova l’antico Ospizio, hotel e tappa dei motociclisti. Si è già nuovamente in territorio svizzero, puntellato da paesini con le case dai balconi fioriti e il trenino rosso del Bernina Express che corre accanto.
Il viaggio continua verso La Punt, da dove ha inizio il tratto del Passo dell'Albula (2.315 m) verso Bergün. Da Preda/Bergün il tratto corre lungo la linea ferroviaria dell'Albula. Sono stati necessari innumerevoli viadotti, tunnel, ponti e tre tunnel a spirale per superare il dislivello del tratto. Da Thusis sia la strada principale che l'autostrada conducono a Hinterrhein passando per il passo dello Spluga (2.115 m) e la regione vocata alle vacanze Splügen/Rheinwald. Continuando, mentre l'autostrada che porta al villaggio di San Bernardino scompare nel tunnel, la strada dell'omonimo passo conduce ad un mistico paesaggio palustre ad altitudine elevata, con specchi d'acqua lucenti e rocce erose dai ghiacciai e prosegue verso il Passo San Bernardino (2065 m) e il meraviglioso lago di montagna Moesola. Il percorso del Bernardino rappresenta un'alternativa al Passo del Gottardo per giungere in Ticino dalla Svizzera orientale.
Arrivo della tappa, dopo svariati chilometri di discesa veloce e' Bellinzona, il capoluogo ticinese che con i suoi castelli si trova nello strategico restringimento della valle di accesso ai passi alpini del Gottardo, del San Bernardino e del Lucomagno.

Lasciata Bellinzona si passa per Roveredo, Biasca e Olivone nella Valle di Blenio e si prosegue verso il Passo del Lucomagno (1915 m) e la regione Surselva, per giungere poi a Disentis e Sedrun, alle sorgenti del Reno. Nell'alta Surselva si parla il romancio, la quarta lingua ufficiale della Svizzera.
Da Disentis si prosegue per per affrontare il secondo passo della giornata, il Passo dell'Oberalp (2044 m), alla volta di Andermatt. Ai piedi del Passo del Gottardo, la Valle di Orsera (Canton Uri) figura come una delle alte valli più imponenti della Svizzera. Andermatt, il più grande dei tre villaggi della valle, si trova all'incrocio dei passi da nord a sud e da ovest a est.
Il tour prosegue per Airolo via Passo del Gottardo. In cima al valico (2109 m) si trova il Museo Nazionale San Gottardo, che espone lo sviluppo del passo e del traffico di transito. Dal Gottardo è possibile raggiungere Airolo seguendo due percorsi. La superstrada si snoda sotto gallerie, mentre la vecchia strada del Passo della Tremola scende a valle con stretti tornanti di lastricato in granito. Inutile dirvi qualle delle due opzioni ho scelto io... 🙂
Attraverso la Val Bedretto, da Airolo si prosegue verso il Passo della Novena (2478 m)da cui, affrontando grandi tornanti, si continua verso Ulrichen e Gletsch per giungere poi a Meiringen, arrivo della tappa, percorrendo il Passo di Grimsel (2.164 m). La strada del passo attraversa un paesaggio montano selvaggio e arido, caratterizzato da rocce di granito affiancate da grandiose centrali idroelettriche.

Ultima tappa... presso Innertkirchen nell'Oberland Bernese, la strada del Passo di Grimsel si incrocia con quella del Passo di Susten (2262 m.), il collegamento per tornare nella Valle della Reuss urana. L'ultimo tratto della prima parte porta da Wassen ad Altdorf, vicino al Lago di Uri.
Da Altdorf si prosegue per il divertente Klausenpass (1.948 m) che conduce a Glarus, capoluogo dell'omonimo cantone. Non lontano da Glarus si trova la Valle del Klön con l‘omonimo lago, mentre attraverso il Passo del Pragel (1548 m.) si raggiunge la Valle della Muota nel Cantone Svitto. La Valle della Muota è nota per i suoi Muotathaler Wetterfrösche, profeti del tempo locali e molto sensibili nei confronti della natura, e il sistema di grotte carsiche Hölloch lungo 200 km.
Da qui si tira dritti (o quasi) sino a Zurigo, fine del tour, passando per Einsiedeln, famoso per la sua abbazia benedettina.

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Molto bello!!
Un giro splendido!
Scenari davvero fantastici!
Grazie molte, è una preziosa documentazione ad uso di tutti quelli che ne vogliano fare tesoro
Pino



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Moderator

Confermo quello scritto da Pino, ottime indicazioni 

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Moderator

Stamattina mi sono riletto il racconto.

Una cosa veramente notevole!

Quanti chilomtri sono tutto il giro?

Hai fatto tutto in quanto tempo?

Immagino che per vedere e apprezzare tutto quello che hai nominato ci voglia un sacco di tempo!

Hai prenotato alberghi dove fare tappa?

Se hai altre foto, e se hai tempo e voglia, sarebbe davvero interessante qualche dettaglio in più

Al tuo buon cuore !

grazie

Pino

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6 hours ago, Pino said:

Stamattina mi sono riletto il racconto.

Una cosa veramente notevole!

Quanti chilomtri sono tutto il giro?

Hai fatto tutto in quanto tempo?

Immagino che per vedere e apprezzare tutto quello che hai nominato ci voglia un sacco di tempo!

Hai prenotato alberghi dove fare tappa?

Se hai altre foto, e se hai tempo e voglia, sarebbe davvero interessante qualche dettaglio in più

Al tuo buon cuore !

grazie

Pino

Caro Pino, il chilometraggio lo vedi nel profilo altimetrico, sono 1'175 km. Io ho completato il giro in 4 giorni causa limitati giorni ferie a disposizione (e purtroppo questa e' la costante dei miei viaggi in solitaria), ma sono stati sufficienti unicamente per guidare, mangiare, dormire e le canoniche pause "tecniche".

Per farne una vacanza o comunque qualcosa di meno stancante inserendo qualche sosta in piu' e visita qua' e la' consiglierei di fare il percorso in almeno 6/7 giorni. In queste zone consiglio caldamente un ragionevole "buffer" di sicurezza. Imprevisti tecnici ma anche e soprattutto il meteo molto variabile (la neve non e' da escludere nemmeno a luglio) possono allungare anche sensibilmente i tempi di marcia.

Chiunque avesse bisogno di qualche dettaglio specifico in piu' non ha che da chiedere...

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Grazie per l'ottimo contributo e per la disponibilità. Questo è lo spirito giusto per questo forum.

Giro splendido...

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