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gizmu

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    Zürich (Svizzera)
  • Vespa posseduta
    Vespa GTS 300 Super

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  1. gizmu

    I venti passi...

    Caro Pino, il chilometraggio lo vedi nel profilo altimetrico, sono 1'175 km. Io ho completato il giro in 4 giorni causa limitati giorni ferie a disposizione (e purtroppo questa e' la costante dei miei viaggi in solitaria), ma sono stati sufficienti unicamente per guidare, mangiare, dormire e le canoniche pause "tecniche". Per farne una vacanza o comunque qualcosa di meno stancante inserendo qualche sosta in piu' e visita qua' e la' consiglierei di fare il percorso in almeno 6/7 giorni. In queste zone consiglio caldamente un ragionevole "buffer" di sicurezza. Imprevisti tecnici ma anche e soprattutto il meteo molto variabile (la neve non e' da escludere nemmeno a luglio) possono allungare anche sensibilmente i tempi di marcia. Chiunque avesse bisogno di qualche dettaglio specifico in piu' non ha che da chiedere...
  2. gizmu

    I venti passi...

    Il tour inizia a Zurigo per proseguire sino alla bella cittadina tedesca di Costanza su quello che e' in pratica l'unico tratto autostradale di rilievo dell'intero itinerario. Da un punto turistico l'ideale sarebbe puntare in decisa direzione nord alla volta di Sciaffusa per vedere le spettacolari cascate del Reno, proseguendo poi verso Costanza. Nel mezzo sosta d'obbligo al villaggio di stampo medioevale di Stein am Rhein. Tuttavia essendo zone da me visitate per questa volta ho pensato di risparmiare qualche chilometro. Da Costanza si costeggia l'omonimo lago sino a St. Margrethen per proseguire verso Appenzello passando per Heiden e Trogen. In nessun altro luogo in Svizzera il passaggio dal paesaggio collinare dell‘Altipiano al mondo alpino dominato da rocce avviene in modo così sorprendente come nella regione dell'Alpstein che si attraversa. Passando per Urnäsch si continua verso Neu St. Johann nel Toggenburgo, la valle dei Churfirsten. Il tour prosegue poi per Sargans, Landquart e Klosters via Wildhaus, per raggiungere Davos, arrivo della tappa. La seconda tappa inizia con il Wolfgangpass (1631 m) ed il poco piu' impegnativo Passo Flüela (2383 m) che conduce in Engadina, una delle valli abitate più alte d'Europa, lunga più di 80 km. Costeggiando l'Inn e passato Zernez inizia la fantastica tappa svizzero-italica dei passi "mitici": velocità, lunghi rettilinei e abetine nel Parco dell’Engadina con la salita al Passo del Fuorn (2149 m) che porta in Alto Adige, tra i larici di Tubre, la medievale Glorenza, il castello di Montechiaro. La regina delle salite è lì: la SS38 del tortuoso Passo dello Stelvio, tra i valichi stradali più alti d’Europa (2758 m). La strada per il Passo è un groviglio di curve e, vista dall’alto, sembra un filo per cucire buttato sul tavolo. Una volta in cima, ci si può fermare al museo al passo, oppure dormire al “Passo Stelvio”, il primo albergo costruito sul valico. La discesa porta a Bormio, già terme romane e medievali, Santa Caterina Valfurva e il mitico Passo Gavia (2621 m), giusto per divertirsi ancora un po’. Tornati a valle arrivo della tappa alla localita' di vacanze di Ponte di Legno ai piedi dell'Adamello. La terza tappa parte da Edolo, poco oltre Ponte di Legno ed all’inizio della Val Camonica. Da Edolo reinizano salite e divertimento lanciando il motore verso il Passo dell’Aprica (1.181 m) e il Passo del Bernina (2.323 m), lungo la SS38a, dove si trova l’antico Ospizio, hotel e tappa dei motociclisti. Si è già nuovamente in territorio svizzero, puntellato da paesini con le case dai balconi fioriti e il trenino rosso del Bernina Express che corre accanto. Il viaggio continua verso La Punt, da dove ha inizio il tratto del Passo dell'Albula (2.315 m) verso Bergün. Da Preda/Bergün il tratto corre lungo la linea ferroviaria dell'Albula. Sono stati necessari innumerevoli viadotti, tunnel, ponti e tre tunnel a spirale per superare il dislivello del tratto. Da Thusis sia la strada principale che l'autostrada conducono a Hinterrhein passando per il passo dello Spluga (2.115 m) e la regione vocata alle vacanze Splügen/Rheinwald. Continuando, mentre l'autostrada che porta al villaggio di San Bernardino scompare nel tunnel, la strada dell'omonimo passo conduce ad un mistico paesaggio palustre ad altitudine elevata, con specchi d'acqua lucenti e rocce erose dai ghiacciai e prosegue verso il Passo San Bernardino (2065 m) e il meraviglioso lago di montagna Moesola. Il percorso del Bernardino rappresenta un'alternativa al Passo del Gottardo per giungere in Ticino dalla Svizzera orientale. Arrivo della tappa, dopo svariati chilometri di discesa veloce e' Bellinzona, il capoluogo ticinese che con i suoi castelli si trova nello strategico restringimento della valle di accesso ai passi alpini del Gottardo, del San Bernardino e del Lucomagno. Lasciata Bellinzona si passa per Roveredo, Biasca e Olivone nella Valle di Blenio e si prosegue verso il Passo del Lucomagno (1915 m) e la regione Surselva, per giungere poi a Disentis e Sedrun, alle sorgenti del Reno. Nell'alta Surselva si parla il romancio, la quarta lingua ufficiale della Svizzera. Da Disentis si prosegue per per affrontare il secondo passo della giornata, il Passo dell'Oberalp (2044 m), alla volta di Andermatt. Ai piedi del Passo del Gottardo, la Valle di Orsera (Canton Uri) figura come una delle alte valli più imponenti della Svizzera. Andermatt, il più grande dei tre villaggi della valle, si trova all'incrocio dei passi da nord a sud e da ovest a est. Il tour prosegue per Airolo via Passo del Gottardo. In cima al valico (2109 m) si trova il Museo Nazionale San Gottardo, che espone lo sviluppo del passo e del traffico di transito. Dal Gottardo è possibile raggiungere Airolo seguendo due percorsi. La superstrada si snoda sotto gallerie, mentre la vecchia strada del Passo della Tremola scende a valle con stretti tornanti di lastricato in granito. Inutile dirvi qualle delle due opzioni ho scelto io... 🙂 Attraverso la Val Bedretto, da Airolo si prosegue verso il Passo della Novena (2478 m)da cui, affrontando grandi tornanti, si continua verso Ulrichen e Gletsch per giungere poi a Meiringen, arrivo della tappa, percorrendo il Passo di Grimsel (2.164 m). La strada del passo attraversa un paesaggio montano selvaggio e arido, caratterizzato da rocce di granito affiancate da grandiose centrali idroelettriche. Ultima tappa... presso Innertkirchen nell'Oberland Bernese, la strada del Passo di Grimsel si incrocia con quella del Passo di Susten (2262 m.), il collegamento per tornare nella Valle della Reuss urana. L'ultimo tratto della prima parte porta da Wassen ad Altdorf, vicino al Lago di Uri. Da Altdorf si prosegue per il divertente Klausenpass (1.948 m) che conduce a Glarus, capoluogo dell'omonimo cantone. Non lontano da Glarus si trova la Valle del Klön con l‘omonimo lago, mentre attraverso il Passo del Pragel (1548 m.) si raggiunge la Valle della Muota nel Cantone Svitto. La Valle della Muota è nota per i suoi Muotathaler Wetterfrösche, profeti del tempo locali e molto sensibili nei confronti della natura, e il sistema di grotte carsiche Hölloch lungo 200 km. Da qui si tira dritti (o quasi) sino a Zurigo, fine del tour, passando per Einsiedeln, famoso per la sua abbazia benedettina.
  3. gizmu

    I venti passi...

    Come promesso nella mia presentazione posto un po' di foto e la cronistoria del mio viaggetto estivo sui passi alpini in Svizzera (principalmente) e Italia. Correva l'anno 2015 e la Vespa (GTS 300 Super) era la mia penultima. Appena ho tempo seguiranno foto ed info dei miei tour estivi piu' "significativi" fatti nel 2016, 2017 e 2018... Saluti a tutti.
  4. gizmu

    Saluti a tutti...dalla Svizzera

    ... giusto per intenderci il mio mezzo oggi e' cosi'...
  5. gizmu

    Saluti a tutti...dalla Svizzera

    Ciao a tutti, circa le vostre curiosita', questo e' quanto ad oggi ho personalizzato sul mezzo: griglia clacson sullo scudo (che non vedete nella foto) nero --> fatta verniciare da carrozziere specchietti neri "shorty" (che non vedete nella foto) --> acquistati su sito scooter center (marca moto nostra) leve freni nero opaco --> acquistate su sito bikerbitz bordi laterali neri --> acquistati su sito SIP scootershop poggiapiedi passeggero neri --> fatta verniciare da carrozziere cornice faro posteriore nera --> fatta verniciare da carrozziere sella monoposto sport --> acquistata da concessionario piaggio (marca piaggio) portapacchi posteriore --> acquistato su sito SIP scootershop (marca zelioni) tappo serbatoio in metallo "Vespa" (che non vedete nella foto) --> acquistato su sito SIP scootershop (marca piaggio) cover marmitta nera (che non vedete nella foto) --> fatta verniciare da carrozziere adesivi laterali come Vespa Super Sport (che non vedete nella foto) --> acquistati su sito scooter center (marca piaggio) scritte "Vespa", GTS 300 etc. --> tutte rimosse porta iphone (che uso come navigatore) impermeabile --> acquistato su sito sito Ultimate Addons credo sia tutto. Ho allegramente delegato al meccanico tutto il da farsi percio' non so' dirvi quanto sia complicato fare una o l'altra cosa...
  6. gizmu

    Tutto cio' ha senso ?!?

    E pensare invece alle Diablo Rosso Scooter ? Qualcuno qui nel forum le ha testate ?
  7. gizmu

    Saluti a tutti...dalla Svizzera

    Se ci stesse si ! Sara' mica un caso che si chiama "Sella sportiva monoposto" ?!? 🙂
  8. gizmu

    Tutto cio' ha senso ?!?

    Che delusione ! Ma davvero ? A leggere le recensioni pensavo fossero decisamente meglio, per quello mi stavo orientando sulle pirelli. Alternative veramente valide ?!? per un uso tutto l'anno, eviterei volentieri il cambio gomme per l'inverno anche per la vespa. In caso di neve... sta in garage...
  9. gizmu

    Tutto cio' ha senso ?!?

    Tristano grazie dei commenti. Come ho cercato di evidenziare piu' di tutto mi occorre un filo piu' di accelarazione e ripresa. Mi sembra di capire che (marmitta a parte, ma come detto sarebbe solo una questione estetica) tutto il resto potrebbe servire. Ad es. la campana: se serve a rendere l'erogazione piu' "fluida" perche' no ? A proposito del filtro aria: su una precedente vespa mi capitava che dopo ore di guida in montagna, il mezzo avesse difficolta' a ripartire o avesse "buchi" in accelarazione. Unica soluzione fermarsi, far raffreddare il motore almeno 5 minuti e ripartire. Per un breve periodo avevo messo un filtro piu' aperto e problema sparito (test fatto sulla Route des Grand Alpes). Anche per questo stavo riconsiderando l'acquisto....
  10. gizmu

    Saluti a tutti...dalla Svizzera

    Sinceramente... prodotto bello ben e ben fatto, ma la comodita' non e' il suo punto forte. Differentemente dalla vecchia sella "sportiva" opzionale questa non ha inserti in gel e se possibile e' ancora piu' rigida di quella di serie. Capitolo passeggero: la sella sarebbe in teoria monoposto e questo ti dice tutto. Un passagero volendo ci sta' a patto che entrambi siano "acciughine". In ogni caso il rischio di perdere l'ospite per strada e' alto :-)
  11. gizmu

    Tutto cio' ha senso ?!?

    Ciao a tutti, cogliendo l’occasione dell’imminente tagliando dei 10’000 km per la mia Vespa GTS 300 Super (mod. Euro 3 del 2015) sto meditando per la prima volta (dopo 4 vespe automatiche lasciate tutte “originali”, piccoli tuning estetici a parte) di metter mano a qualche componente per renderla auspicalmente un filo piu’ adatta ai miei bisogni. Sono perfettamente conscio che per un 4T le possibilita’ sono tutto sommato limitate e molti giudicano certi tuning inutili quando non dannosi, ma diciamo che per una volta voglio togliermi lo sfizio. In linea di principio non ho particolari limiti di budget, ma non amo buttare i soldi per cui apprezzerei consigli “ragionati”. Tenete conto dell’utilizzo principale della mia Vespa: pochi Km (20) al giorno su strade urbane/semiurbane ma almeno 2/3000 km all’anno per lunghe tratti autostradali (300/400) ma anche e soprattutto su strade di montagna/tornanti con continui dislivelli, anche importanti (dicamo 5/6 Passo dello Stelvio al giorno per 5-7 giorni di fila). Insomma per la velocita’ massima 120 km/h effettivi son per me piu’ che sufficenti ma accelerazione, ripresa ed allungo (non sopporto certi sorpassi alla spera in Dio in autostrada) sono per me molto piu’ importanti. In effetti allo stato attuale mi ritrovo gia’ con un variatore Malossi multivar, installatomi gratuitamente alla consegna (promozione del mio concessionario). Sono molto soddisfatto anche se i consumi sono decisamente sopra quelli dichiarati e non di poco (pace) e spesso il numero di giri del motore sembra francamente esagerato. Ora...: Per “smorzare” un filo i giri del variatore Malossi riguadagndo qualcosa in allungo ha senso cambiare i rulli con qualcosa di piu’ pesante ? Ora sono montati 3 rulli da 14,5gr + 3 da 15gr. Cosa consiglierste ? Non vorrei esagerare per poi ritrovarmi come con il variatore orginale... Cinghia trasmissione: ho letto in alcun forum che il vario Malossi di cui sopra tende piu’ facilmente a “stressare” la cinghia rispetto a quello originale. Consiglierste la Malossi X K Belt o l’equivalente Polini per “prevenire” sorprese durante il prossimo lungo viaggio (sui 3000 km ma tutti d’un fiato...)? So’ che in teoria mancano ancora 5000 km al cambio cinghia ma chi se frega, non andro’ in rovina per 70 euro. In effetti quella Malossi l’ho avuta sulla precedente Vespa 300, ottime sensazioni ma magari semplicemente dettate dal fatto che quella di serie era ormai andata e la differenza si sarebbe sentita pur con una nuova di serie... Campana alleggerita Polini: qui ed altrove questo ricambio e’ stato “incensato” per le sue virtu’. Visto il prezzo contenuto consigliereste di aggiungerlo alla lista ? O visto il vario gia’ montato non aggiungerebbe nulla o addirittura peggiorerebbe le prestazioni ? Qui so’ che vado su campo minato... non ho mai avuto particolare attrazione per le marmitte aftermaket e sinceramente trovo ad es. le diffusissime Akrapovic troppo rumorose (anche con DB killer) per i miei gusti e fuori posto su una Vespa. Tuttavia nonostante il mio mezzo sia sempre in garage, come “da tradizione” la marmitta e’ gia’ sulla via della decadenza: scolorita, scrostata e inizia qualche macchia di ruggine. Brutta e’ brutta. Rimettereste a nuovo quella di serie o turandosi il naso per il prezzo optereste per una volta per una aftermaket ? Esteticamente quella della Remus mi piace, il sound non mi sembra esageratamente “tamarro” e la qualita’ dovrebbe essere buona (peggio di quella di serie non puo’ essere). Controindicazioni ? Ho letto giudizi molto positivi ma pure di gente che lamenta prestazioni peggiori... sara’ vero ? E si tratta di poca cosa o variazioni percepibili ?!? Altri brand oltre Remus e Akrapovic non li considero data la piu’ difficile omologazione qui in Svizzera. Filtro aria: nel caso decidessi di montare la marmitta di cui sopra potrebbe essere “d’aiuto” un filtro piu’ aperto come il Malossi Double Sponge ? Oppure servirebbe solo a consumare piu’ benzina ? O a qualcosa servirebbe comunque ? Capitolo sicurezza: Ho decisamente bisogno di un cambio gomme e dopo aver sempre avuto le Michelin City Grip di serie (con cui nell’ultimo viaggio mi son cag...ato adosso sul bagnato) vorrei provare le Pirelli Angel Scooter. Le recensioni sembrano ottime ma qualcuno ha opinioni di prima mano ??? Per me e’ cruciale la tenuta in quasiasi condizione, soprattutto su fondi bagnati o sporchi e con temperature dai -5 ai +35. La durata (usura) e’ per me irrilevante. Patisco spesso la flebile luce anteriore di serie. Qualcuno ha provato qualche alogena tipo Philips X-treme Vision o Osram Night Braker Laser ? Consigli ? Escludo soluzioni a LED che sarebbe sicuramente il top, ma illegali sul mio mezzo. Spero di leggervi numerosi e perdonatemi se ho scritto “castronerie”. Vespista di lungo corso si’, ma sulla meccanica sono ignorante come una capra ! 🙂
  12. gizmu

    Saluti a tutti...dalla Svizzera

    Non manchero', appena possibile...
  13. gizmu

    Saluti a tutti...dalla Svizzera

    Ciao a tutti, qui vespista bergamasco trapiantato ormai da 10 anni a Zurigo, in Svizzera. Sono felice possessore di una GTS 300 Super, che vedete qui sotto, la mia quinta Vespa automatica (dopo un 50cc, un 125cc, una 250cc ed un'altra 300cc) dopo un'infilata in gioventu' di ogni genere di due ruote (dal mitico Fantic trial ad una gloriosa 50 Special, passando per moto da strada e cross). Uso l'amato mezzo per pochi km al giorno, ma riesco sempre a recuperare nel periodo estivo con lunghe (1000-2000km) "gite fuoriporta" principalmente su e giu' per passi alpini. Quest'anno sto programmando di ripercorrerli tutti o quasi da Ventimiglia a Trieste :-)
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