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  1. 2 points
    Ciao a tutti In questo periodo di grigiori e freddo, che la Vespa sembra un sogno remoto, non trovo di meglio da fare che perdermi in elucubrazioni, come queste, tratte da un articolo di "motospia.it" Ve ne propongo la lettura; se non altro vi farà passare un po' di tempo di questa grigia domenica e, magari, ci farà pensare un po' Se avete commenti ... Pino In moto per viaggiare o per distinguerci dagli altri, per correre in pista o per una gita fuori porta. Siamo motociclisti, tutti diversi ma legati dentro. Legati da una passione così forte, che quando abbassiamo la visiera del casco, entriamo in un mondo migliore. Perché vai in moto? Ecco, ci risiamo con la solita domanda che ad ognuno di noi almeno una volta è stata fatta. Magari accompagnata dalle solite banalità: è pericolosa, prendi freddo, prendi caldo, ti devi bardare dentro tute pesanti e scomode, il casco… Sono certo che ognuno di noi ha una sua risposta a questa domanda e che ogni risposta sia diversa l’una dall’altra perché ognuno di noi vive questo mezzo in molteplici modi. Ma c’è un unico filo conduttore che ci accomuna tutti: la passione. Prendete un foglio bianco, dividetelo in due colonne, con i pro da un parte e i contro dall’altra e incominciate a elencarli. Vi accorgerete che indipendentemente da come viviate questa passione, che sia il modo per viaggiare, o per andare a fare la semplice gita fuori porta o per la sparata di poche ore con gli amici o una semplice pistata, vi troverete come un fiume in piena ad elencare i pro tanto da dimenticarvi i contro. Un fiume in piena che si chiama libertà che questo mezzo ci dona e che surclassa ogni limitazione o costrizione imposteci. Forse è la ricerca di evasione che ognuno di noi cerca, a portarci la prima volta in sella. Ma basta davvero poco per ritrovarci in un mondo in cui non ci saremmo mai aspettati di trovarci e che solo chi ha provato ad andare in moto può capire ed amare, mentre per il resto delle persone sono solo concetti di difficile interpretazione. Personalmente amo andare in moto perché è il modo migliore che conosco per vivere delle emozioni e liberare la mente, perché quando indosso il casco e abbasso la visiera è come se entrassi in un altro mondo, dove i pensieri e i problemi di tutti i giorni non possono entrarvi. Un amico anni fa mi disse che il mondo da dentro il casco è più bello, più profumato e con colori più intensi. Lì per lì non capii le sue parole, ma con il tempo mi fu tutto molto più chiaro, trovandomi a vivere quelle emozioni di cui mi parlò tempo prima. Raggiungere un passo montano, fermarsi nel punto più alto e ritrovarsi ad ammirare il panorama nel più totale silenzio, rotto solo dal ticchettio dello scarico caldo, accompagnato dal “profumo” dei vapori della benzina. O ancora farsi cullare dolcemente dalle curve di un tracciato collinare. Insomma tutto sembra davvero più bello, più buono. Anche un semplice panino con il salame mangiato a bordo strada diventa una bontà. Quindi sia che si viva questa passione in solitudine o in gruppo saranno momenti unici di vita. È una visione eccessivamente romantica delle due ruote? Forse. Ritengo che nel momento in cui si indossa un casco si entra a far parte di una famiglia legata da una forte fratellanza. Seppur all’apparenza soli, in strada ci sarà sempre un fratello biker pronto a fermarsi per soccorrerci nel caso ce ne sia la necessità. E in un mondo egoista ed individualistico come quello in cui viviamo, rende ancora più speciale questa passione. Ma come la Luna, questo modo di vivere ha due facce: una luminosa e splendente, l’altra nera e oscura. Già, perché questa passione nasconde un lato oscuro legato a cadute, incidenti, ferite e purtroppo anche morti. L’importante è non dimenticarlo mai e vivere questo tremendo lato oscuro in modo cosciente.
  2. 2 points
    In che senso non legge la chiave ???...l IMMOBILIZER lampeggia ??? ...se va in moto , con chiave copia anche senza master , poi se un domani non la legge più ....puoi comprare centralina senza IMMOBILIZER su online o con IMMOBILIZER , dando il codice che ce sulla centralina.
  3. 2 points
    Il tour inizia a Zurigo per proseguire sino alla bella cittadina tedesca di Costanza su quello che e' in pratica l'unico tratto autostradale di rilievo dell'intero itinerario. Da un punto turistico l'ideale sarebbe puntare in decisa direzione nord alla volta di Sciaffusa per vedere le spettacolari cascate del Reno, proseguendo poi verso Costanza. Nel mezzo sosta d'obbligo al villaggio di stampo medioevale di Stein am Rhein. Tuttavia essendo zone da me visitate per questa volta ho pensato di risparmiare qualche chilometro. Da Costanza si costeggia l'omonimo lago sino a St. Margrethen per proseguire verso Appenzello passando per Heiden e Trogen. In nessun altro luogo in Svizzera il passaggio dal paesaggio collinare dell‘Altipiano al mondo alpino dominato da rocce avviene in modo così sorprendente come nella regione dell'Alpstein che si attraversa. Passando per Urnäsch si continua verso Neu St. Johann nel Toggenburgo, la valle dei Churfirsten. Il tour prosegue poi per Sargans, Landquart e Klosters via Wildhaus, per raggiungere Davos, arrivo della tappa. La seconda tappa inizia con il Wolfgangpass (1631 m) ed il poco piu' impegnativo Passo Flüela (2383 m) che conduce in Engadina, una delle valli abitate più alte d'Europa, lunga più di 80 km. Costeggiando l'Inn e passato Zernez inizia la fantastica tappa svizzero-italica dei passi "mitici": velocità, lunghi rettilinei e abetine nel Parco dell’Engadina con la salita al Passo del Fuorn (2149 m) che porta in Alto Adige, tra i larici di Tubre, la medievale Glorenza, il castello di Montechiaro. La regina delle salite è lì: la SS38 del tortuoso Passo dello Stelvio, tra i valichi stradali più alti d’Europa (2758 m). La strada per il Passo è un groviglio di curve e, vista dall’alto, sembra un filo per cucire buttato sul tavolo. Una volta in cima, ci si può fermare al museo al passo, oppure dormire al “Passo Stelvio”, il primo albergo costruito sul valico. La discesa porta a Bormio, già terme romane e medievali, Santa Caterina Valfurva e il mitico Passo Gavia (2621 m), giusto per divertirsi ancora un po’. Tornati a valle arrivo della tappa alla localita' di vacanze di Ponte di Legno ai piedi dell'Adamello. La terza tappa parte da Edolo, poco oltre Ponte di Legno ed all’inizio della Val Camonica. Da Edolo reinizano salite e divertimento lanciando il motore verso il Passo dell’Aprica (1.181 m) e il Passo del Bernina (2.323 m), lungo la SS38a, dove si trova l’antico Ospizio, hotel e tappa dei motociclisti. Si è già nuovamente in territorio svizzero, puntellato da paesini con le case dai balconi fioriti e il trenino rosso del Bernina Express che corre accanto. Il viaggio continua verso La Punt, da dove ha inizio il tratto del Passo dell'Albula (2.315 m) verso Bergün. Da Preda/Bergün il tratto corre lungo la linea ferroviaria dell'Albula. Sono stati necessari innumerevoli viadotti, tunnel, ponti e tre tunnel a spirale per superare il dislivello del tratto. Da Thusis sia la strada principale che l'autostrada conducono a Hinterrhein passando per il passo dello Spluga (2.115 m) e la regione vocata alle vacanze Splügen/Rheinwald. Continuando, mentre l'autostrada che porta al villaggio di San Bernardino scompare nel tunnel, la strada dell'omonimo passo conduce ad un mistico paesaggio palustre ad altitudine elevata, con specchi d'acqua lucenti e rocce erose dai ghiacciai e prosegue verso il Passo San Bernardino (2065 m) e il meraviglioso lago di montagna Moesola. Il percorso del Bernardino rappresenta un'alternativa al Passo del Gottardo per giungere in Ticino dalla Svizzera orientale. Arrivo della tappa, dopo svariati chilometri di discesa veloce e' Bellinzona, il capoluogo ticinese che con i suoi castelli si trova nello strategico restringimento della valle di accesso ai passi alpini del Gottardo, del San Bernardino e del Lucomagno. Lasciata Bellinzona si passa per Roveredo, Biasca e Olivone nella Valle di Blenio e si prosegue verso il Passo del Lucomagno (1915 m) e la regione Surselva, per giungere poi a Disentis e Sedrun, alle sorgenti del Reno. Nell'alta Surselva si parla il romancio, la quarta lingua ufficiale della Svizzera. Da Disentis si prosegue per per affrontare il secondo passo della giornata, il Passo dell'Oberalp (2044 m), alla volta di Andermatt. Ai piedi del Passo del Gottardo, la Valle di Orsera (Canton Uri) figura come una delle alte valli più imponenti della Svizzera. Andermatt, il più grande dei tre villaggi della valle, si trova all'incrocio dei passi da nord a sud e da ovest a est. Il tour prosegue per Airolo via Passo del Gottardo. In cima al valico (2109 m) si trova il Museo Nazionale San Gottardo, che espone lo sviluppo del passo e del traffico di transito. Dal Gottardo è possibile raggiungere Airolo seguendo due percorsi. La superstrada si snoda sotto gallerie, mentre la vecchia strada del Passo della Tremola scende a valle con stretti tornanti di lastricato in granito. Inutile dirvi qualle delle due opzioni ho scelto io... 🙂 Attraverso la Val Bedretto, da Airolo si prosegue verso il Passo della Novena (2478 m)da cui, affrontando grandi tornanti, si continua verso Ulrichen e Gletsch per giungere poi a Meiringen, arrivo della tappa, percorrendo il Passo di Grimsel (2.164 m). La strada del passo attraversa un paesaggio montano selvaggio e arido, caratterizzato da rocce di granito affiancate da grandiose centrali idroelettriche. Ultima tappa... presso Innertkirchen nell'Oberland Bernese, la strada del Passo di Grimsel si incrocia con quella del Passo di Susten (2262 m.), il collegamento per tornare nella Valle della Reuss urana. L'ultimo tratto della prima parte porta da Wassen ad Altdorf, vicino al Lago di Uri. Da Altdorf si prosegue per il divertente Klausenpass (1.948 m) che conduce a Glarus, capoluogo dell'omonimo cantone. Non lontano da Glarus si trova la Valle del Klön con l‘omonimo lago, mentre attraverso il Passo del Pragel (1548 m.) si raggiunge la Valle della Muota nel Cantone Svitto. La Valle della Muota è nota per i suoi Muotathaler Wetterfrösche, profeti del tempo locali e molto sensibili nei confronti della natura, e il sistema di grotte carsiche Hölloch lungo 200 km. Da qui si tira dritti (o quasi) sino a Zurigo, fine del tour, passando per Einsiedeln, famoso per la sua abbazia benedettina.
  4. 2 points
    È sempre lì , solo che hai una copertura che non è a vista . ....a posto 10 minuti di lavoro.
  5. 1 point
    Dati utili: -vespa 300 2011 presa a novembre 2017 con 2700 km,ora ne ha 11200 -peso del sottoscritto +passeggero 120 kg scarsi -preventivo ditta Carbone per ammortizzatori posteriori + anteriori (tutti e tre con regolazione molla su tre posizioni ) 220 euro Ho fatto cambiare gli stessi tre settimane fa e nel frattempo ho fatto 1500 km. La sensazione è che sostengano meglio sia l'affondamento ma soprattutto il ritorno evitando la sensazione di "rimbalzo",avvertibile e molto fastidiosa quando si è in due. Come ho già scritto si può regolare la molla in tre posizioni,per ora sono tutto "scarico" davanti e medio dietro.Come diceva benissimo Piegavespa che aveva ammortizzatori decisamente più performanti è tutto un cercare un equilibrio fra il troppo scarico che affonda troppo ed il troppo rigido che rimbalza. Aggiungo la considerazione che con cerchi da 12 pollici ,forcella monobraccio e peso(soprattutto viaggiando in coppia con bagagli) spostato in maniera eccessiva sul posteriore a mio parere non esista una soluzione anche senza problemi di budget. Chiudo dicendo che secondo me sono una valida alternativa agli ammortizzatori di serie anche se non bisogna avere aspettative troppo alte.
  6. 1 point
    Credo sia effettivamente difficile....ma forse adattandone di un altro...oppure di un usato prendendo solo quel pezzo
  7. 1 point
    Grazie Pino per aver evocato l'argomento. Condivido quanto scritto nell'articolo e nonostante gli anni passino e gli acciacchi aumentano la passione per le due ruote non svanisce, anzi! Un saluto a tutti..
  8. 1 point
    A volte comunque molte vetture sono state portate alla normativa successiva anche con un semplice aggiornamento di centralina, per esempio le penultima opel corsa euro 5 d, potevano essere aggiornate ad euro 6, lavoro comunque che deve fare la casa madre. Comunque molto dipenderà da che tipo di modifiche saranno necessarie per la nuova normativa euro5
  9. 1 point
    Allora, non sono esperto ma provo a dire la mia....aggiornare la carta di circolazione è sempre un casino, dimostrare questa cosa lo è ancora di più perchè cambi proprio classe al veicolo....e non un particolare e basta. Il discorso delle normative, molte volte, non è solo cambio centralina, ma cambiano proprio componenti del motore o parti del sistema, quale tipo sonde lambda, scarico, filtri, ricircolo fumi e vapori che vanno reimmessi nel motore ecc ecc... Adesso io non so bene tra euro 4 ed euro 5 cosa cambia, ma sicuramente non sarà la sola centralina. Sentiamo comunque qualche più esperto di me nel settore, io sono in procinto di acquistare un euro 3, qua da me fino al 2025 "dovrei" essere apposto, te, con un euro 4 dovresti andare molto più in là.....magari al 2030.
  10. 1 point
    Ciao pino piacere è il lago di Lugano li sono a porto ceresio con le belle giornate quella zona è una favola... Ma anche d inverno ciao scappo al lavoro a tutti una buona giornata.
  11. 1 point
    CARBONE DITTA SERIA ...E GARANZIA DIRETTA . compra direttamente da loro.
  12. 1 point
    Presentare si presenta bene , Mettila in moto e vedi che fa !! KM ? Fai poi una foto vano motore ...e le gomme di che anno sono, che marca !! In foto ovale , gli ultimi 2 numeri sono l' Anno di fabbricazione.
  13. 1 point
    Questo?? O la tua è va iniezione ? MAMUALE GTS 125-200.pdf
  14. 1 point
    Come promesso nella mia presentazione posto un po' di foto e la cronistoria del mio viaggetto estivo sui passi alpini in Svizzera (principalmente) e Italia. Correva l'anno 2015 e la Vespa (GTS 300 Super) era la mia penultima. Appena ho tempo seguiranno foto ed info dei miei tour estivi piu' "significativi" fatti nel 2016, 2017 e 2018... Saluti a tutti.
  15. 1 point
    Be...3 anni , ma tu li hai fatti passare ! A volte bisogna richiamare....😉 ho visto di gente (2/3 forse) che ha segnalato il fatto a Cristiano Carbone e lui ha provveduto...anche dopo tempo , fuori garanzia . Swanstuk ...scrivi a lui su messenger o nominalo su FB...vedrai che ti risponde ....
  16. 1 point
  17. 1 point
    Caro Pino, il chilometraggio lo vedi nel profilo altimetrico, sono 1'175 km. Io ho completato il giro in 4 giorni causa limitati giorni ferie a disposizione (e purtroppo questa e' la costante dei miei viaggi in solitaria), ma sono stati sufficienti unicamente per guidare, mangiare, dormire e le canoniche pause "tecniche". Per farne una vacanza o comunque qualcosa di meno stancante inserendo qualche sosta in piu' e visita qua' e la' consiglierei di fare il percorso in almeno 6/7 giorni. In queste zone consiglio caldamente un ragionevole "buffer" di sicurezza. Imprevisti tecnici ma anche e soprattutto il meteo molto variabile (la neve non e' da escludere nemmeno a luglio) possono allungare anche sensibilmente i tempi di marcia. Chiunque avesse bisogno di qualche dettaglio specifico in piu' non ha che da chiedere...
  18. 1 point
    Puoi fare una prova abbastanza semplice, metti la vespa sul cavalletto centrale e sterza tutto a dx, lascia andare lo sterzo e vedi se torna da solo in modo fluido o a scatti, ripeti la stessa cosa a sx, in genere se il cuscinetto è andato dovrebbe far fatica a tornare in posizione centrale.
  19. 1 point
    Vista su "Sip" ma non solo li....anche su ebay.
  20. 1 point
    Scusa la domanda "provocatoria": ma non riesci proprio a fare a meno del bauletto? E' un insulto per l'estetica della Vespa....... In più, data la modalità di montaggio sul portapacchi, risulta molto sporgente rispetto al centro ruota posteriore, con effetti negativi sulla guidabilità.
  21. 1 point
    Locale umido !?? Magari....se fosse può essere che andando.in temperatura l umidità ha creato il fumo bianco ...condensa asciugando l umidità....sulle parti motore e radiatori , dovuta al calore del motore ....e liquido tubazioni e radiatori....se fosse così , niente di.preoccupante . La causa è stata l umidità suddetta !
  22. 1 point
    Possibile vapore che arriva da impianto raffreddamento , lungo piantone...contro scudo ...Visto che si appanna lo strumento. Non certo un corto elettrico...lo conferma il vapore che fa condensa nello strumento penetrando dentro lo stesso . Possibile perdita liquido, o troppo liquido nella vaschetta che lo butta fuori dal tappo , creando il fumo e condensa ....falla vedere . In foto impianto tubazioni e radiatori ...la freccia non c 'entra con la discussione. 🙂 l unico dubbio è che la temperatura era giusta , ma magari è una piccola perdita che col calore del liquido, fa si che la condensa sale .FALLA VEDERE .
  23. 1 point
    Quoto radiatore...verifica il livello (magari fallo a motore freddo...Non vorrei che stia bollendo un pò tutto.
  24. 1 point
    Ciao Falco4, non sono esperto ma la cosa non mi piace. Forse è vapore che scaturisce dall'impianto di raffreddamento? comunque la farei vedere il prima possibile
  25. 1 point
    È stato fatto un bel lavoro di design, trovo però non efficace un parafango filo ruota con pneumatici tassellati... Se modifichi un mezzo per votarlo all'off-road dev'essere funzionale, la ruota tassellata nello sterrato si impasta e riempie di terra, che andrà poi a pressarsi una volta passata sotto quel parafango e se le tacche non si liberano dalla sporcizia perdi aderenza! Quindi come tanti oggetti di design son belli ma poco funzionali. La definirei cafe racer proprio perché serve per andar fino al bar a bere il caffè! Niente di più! 😉
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