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  1. 3 points
    Ciao a tutti, oggi complice un bel cielo azzurro, io e mio figlio Alessandro ci siamo fatti un giretto lungo la riviera ligure. E' bello sentire la propria passione trasmessa a chi si ama di più... Per ora a bordo di un PK 50... Domani chissà.... Un saluto a tutti.
  2. 3 points
    Versione senza pass 1911921641.pdf
  3. 3 points
    Visto che in alcune discussioni si iniziano a fare delle considerazioni sulle classi ambientali ed i possibili blocchi alla circolazione vi riporto la scheda del piano dei blocchi per l' AREA B DI MILANO che entrerà in vigore dal prossimo 25 febbraio. Il Comune di Milano ha avuto l'accortezza di predisporre da subito un piano graduale di limitazioni che al momento arrivano fino all'anno 2030. Preciso che l'Area B è attiva nei giorni feriali dalle 7:30 alle 19:30 e copre gran parte del Comune di Milano (anche zone periferiche!). Ovviamente il piano prevede limiti per ogni categoria di veicolo ed i motoveicoli/ciclomotori risultano sicuramente tra i meno penalizzati: In estrema sintesi possiamo fare queste considerazioni: I motoveicoli 2T Euro0 e Euro1 sono da subito soggetti al blocco della circolazione; i motoveicoli 4T Euro0 e Euro1 potranno liberamente circolare fino all'1/10/2024 (Vespa ET4) come i 2T Euro2 (Vespa ET2) i motoveicoli 4T Euro2 potranno liberamente circolare fino all'1/10/2025 (Vespa 125/200 Granturismo) i motoveicoli 4T Euro3 potranno liberamente circolare fino all'1/10/2028 (Vespa GTS/GTV/LX) *** questa categoria sembra parecchio penalizzata in quanto potrebbero rientrare veicoli relativamente giovani *** i motoveicoli 4T Euro4 ad oggi non è prevista nessuna limitazione come per i motoveicoli ibridi/elettrici. i motoveicoli diesel (Microcar) subiscono le maggiori limitazioni Un piano simile potrebbe essere adottato anche da altre città (in particolare nella pianura padana) che soffrono dell'inquinamento atmosferico ma probabilmente con un approccio più soft (quello di Milano potete considerarlo come lo scenario peggiore). Se state pensando all'acquisto di una Vespa usata per muoversi a Milano fate le vostre valutazioni sulla soluzione più opportuna !
  4. 2 points
    Vuol dire che fai scorrere la puleggia condotta esterna in senso orario e inserisci la cinghia ( la quale in fase di montaggio deve essere interna , non a filo di puleggia ) di modo che la stessa , si allunga e la metti nel variatore nel modo giusto , che ti ha postato valdemar....
  5. 2 points
    Mmm, mi sa che davanti andava messa per storto
  6. 2 points
    Vabbè male non è andata [emoji6]
  7. 2 points
    Visto che l'altra vespa è stata una odissea, questa la chiamiamo subito Epica, chi sa che non vada meglio! Vespa 300 Hpe versione base, presa da un 15 minuti e subito postata sul forum, non potevo non farlo. Non mi chiedete come va, cosa fa, perchè ci ho percorso nemmeno 2 km, i km necessari per portarla dal concessionario a casa. Vi metto qualche scatto fatto giusto per condividere con voi la mia nuova vespetta, di certo arriveranno foto migliori e anche nuovi viaggi.
  8. 2 points
    Lo stile di guida è importantissimo, come lo è anche il rodaggio nei primi 1000 km, se il motore ormai è rodato in fabbrica, tutti gli altri componenti non lo sono. Inoltre è importante non fare grosse tirate appena accesa, inutile scaldarla in garage, ma partire e fare i primi km con calma. I miei mezzi possono confermarlo con i tanti km che hanno sul groppone, 185.000 la lml e più di 90.000 il vespone 200, che ha grippato purtroppo un anno fa, ma lo usava il fratello, è anche vero che lo presi usato, ma io ci sono arrivato a Fatima e tornato. La Gts 250 con la quale ho fatto circa 50.000 km, anche lei presa usata, e distrutta pesantemente (800 euro di danni) su una buca romana, mentre la gts 300 l'ho rovinata allagandola malamente e con cui ho perso un po' il feeling, non a caso è ormai da un mese dal meccanico, per capire cosa sia successo, ma non me ne curo più di tanto. Quindi se volete far durare il mezzo il più possibile non stressatelo, non date gas al semaforo, non è un mezzo con frizione, ma sono solo botte al variatore, viaggiateci e non teneteli troppo tempo fermi, si rovinano anche stando fermi, trattateli bene, fate i tagliandi nei tempi previsti e vedrete che vi dureranno una vita
  9. 2 points
    La vespa è una droga, ed io ne ho le prove.
  10. 2 points
    Bellissimo reportage, a parte la desolazione di quel bosco vivi in.uno.dei posti migliori per fare giri in.due ruote, amo quei posti Complimenti per le foto
  11. 2 points
    Oddio che ansia...ma non dovremmo essere noi a fare queste domande a te?[emoji16] Mo non ce dormo stanotte
  12. 2 points
    Se vuoi solo cambiare la fascetta puoi farlo senza sfilare il tubo, alcune fascette restano ingranate (quelle di serie mi sembra non siano regolabili) ma la maggior parte quelle a vite, si aprono e si possono inserire anche senza staccare il tubo...
  13. 2 points
    E certo...Non stringe , se ritenendola fa rumore ...la boccola si è rovinata sfiatando, ma sarà sicuramente da cambiare.
  14. 2 points
    Per la FAQ la password VESPONAUTA maiuscolo SOSTITUZIONE BOCCOLA SCARICO GTS.pdf · versione 1
  15. 2 points
  16. 2 points
    Ma va! Tienilo invece! Ti avvisa quando sei arrivato al limite! 😄 Occhio solo ad non avere la leva per abbassarlo piegata! È fragilina e se metti troppa enfasi nel mettere il cavalletto si deforma e resta all'infuori! Allora basta piegare pochissimo per far scintille!
  17. 2 points
    Ed ecco un altro caso risolto dal nostro bravo detective Walker texas ranger
  18. 2 points
    Allora metto i cerchi della Aerton da 20 sulla polo al posto dei 15 perché tanto sono Volkswagen? Suvvia. Le cose non stanno come dici xericos, e basta leggere l articolo che hai richiamato per rendersene conto. Occorre l omologazione nad per aggiornare il libretto, e non credo esistano cerchi da 13 con tale omologazione per la Gts Occhio ad essere superficiali su certe questioni che c'è da mangiarsi la casa.
  19. 2 points
    Sono da 13, personalmente li trovo sproporzionati sulla vespa, ma a molti piacciono. Il punto è che se non vengono messi a libretto, e non vedo come si possa, la vespa non può circolare su strada.
  20. 2 points
    Rimontato tutto, funziona. Ho anche montato una lampadina più potente visto che adesso posso accendere solo le poche volte che uso la vespa di notte.
  21. 2 points
    Ciao ! Questi posti sono il mio habitat naturale in estate dove scorrazzare in Vespa! Se ti interessa ci sarebbe una mezza idea di qualche giro da fare con altri frequentatori del Forum Ne riparliamo più avanti! Pino
  22. 2 points
    Difficile non é, lo apri con calma alla scrivania , poi devi levare le 2 viti indicate in foto e distagnare i 3 punti indicati sempre in foto ...poi inserirlo sulla tua scheda / strumento e dare un punto di stagno in tutti e 3 punti ...Ed rimettere le 2 viti di fissaggio ...ricomporre e chiudere lo strumento...
  23. 2 points
    Ciao a tutti In questo periodo di grigiori e freddo, che la Vespa sembra un sogno remoto, non trovo di meglio da fare che perdermi in elucubrazioni, come queste, tratte da un articolo di "motospia.it" Ve ne propongo la lettura; se non altro vi farà passare un po' di tempo di questa grigia domenica e, magari, ci farà pensare un po' Se avete commenti ... Pino In moto per viaggiare o per distinguerci dagli altri, per correre in pista o per una gita fuori porta. Siamo motociclisti, tutti diversi ma legati dentro. Legati da una passione così forte, che quando abbassiamo la visiera del casco, entriamo in un mondo migliore. Perché vai in moto? Ecco, ci risiamo con la solita domanda che ad ognuno di noi almeno una volta è stata fatta. Magari accompagnata dalle solite banalità: è pericolosa, prendi freddo, prendi caldo, ti devi bardare dentro tute pesanti e scomode, il casco… Sono certo che ognuno di noi ha una sua risposta a questa domanda e che ogni risposta sia diversa l’una dall’altra perché ognuno di noi vive questo mezzo in molteplici modi. Ma c’è un unico filo conduttore che ci accomuna tutti: la passione. Prendete un foglio bianco, dividetelo in due colonne, con i pro da un parte e i contro dall’altra e incominciate a elencarli. Vi accorgerete che indipendentemente da come viviate questa passione, che sia il modo per viaggiare, o per andare a fare la semplice gita fuori porta o per la sparata di poche ore con gli amici o una semplice pistata, vi troverete come un fiume in piena ad elencare i pro tanto da dimenticarvi i contro. Un fiume in piena che si chiama libertà che questo mezzo ci dona e che surclassa ogni limitazione o costrizione imposteci. Forse è la ricerca di evasione che ognuno di noi cerca, a portarci la prima volta in sella. Ma basta davvero poco per ritrovarci in un mondo in cui non ci saremmo mai aspettati di trovarci e che solo chi ha provato ad andare in moto può capire ed amare, mentre per il resto delle persone sono solo concetti di difficile interpretazione. Personalmente amo andare in moto perché è il modo migliore che conosco per vivere delle emozioni e liberare la mente, perché quando indosso il casco e abbasso la visiera è come se entrassi in un altro mondo, dove i pensieri e i problemi di tutti i giorni non possono entrarvi. Un amico anni fa mi disse che il mondo da dentro il casco è più bello, più profumato e con colori più intensi. Lì per lì non capii le sue parole, ma con il tempo mi fu tutto molto più chiaro, trovandomi a vivere quelle emozioni di cui mi parlò tempo prima. Raggiungere un passo montano, fermarsi nel punto più alto e ritrovarsi ad ammirare il panorama nel più totale silenzio, rotto solo dal ticchettio dello scarico caldo, accompagnato dal “profumo” dei vapori della benzina. O ancora farsi cullare dolcemente dalle curve di un tracciato collinare. Insomma tutto sembra davvero più bello, più buono. Anche un semplice panino con il salame mangiato a bordo strada diventa una bontà. Quindi sia che si viva questa passione in solitudine o in gruppo saranno momenti unici di vita. È una visione eccessivamente romantica delle due ruote? Forse. Ritengo che nel momento in cui si indossa un casco si entra a far parte di una famiglia legata da una forte fratellanza. Seppur all’apparenza soli, in strada ci sarà sempre un fratello biker pronto a fermarsi per soccorrerci nel caso ce ne sia la necessità. E in un mondo egoista ed individualistico come quello in cui viviamo, rende ancora più speciale questa passione. Ma come la Luna, questo modo di vivere ha due facce: una luminosa e splendente, l’altra nera e oscura. Già, perché questa passione nasconde un lato oscuro legato a cadute, incidenti, ferite e purtroppo anche morti. L’importante è non dimenticarlo mai e vivere questo tremendo lato oscuro in modo cosciente.
  24. 2 points
    In che senso non legge la chiave ???...l IMMOBILIZER lampeggia ??? ...se va in moto , con chiave copia anche senza master , poi se un domani non la legge più ....puoi comprare centralina senza IMMOBILIZER su online o con IMMOBILIZER , dando il codice che ce sulla centralina.
  25. 2 points
    Il tour inizia a Zurigo per proseguire sino alla bella cittadina tedesca di Costanza su quello che e' in pratica l'unico tratto autostradale di rilievo dell'intero itinerario. Da un punto turistico l'ideale sarebbe puntare in decisa direzione nord alla volta di Sciaffusa per vedere le spettacolari cascate del Reno, proseguendo poi verso Costanza. Nel mezzo sosta d'obbligo al villaggio di stampo medioevale di Stein am Rhein. Tuttavia essendo zone da me visitate per questa volta ho pensato di risparmiare qualche chilometro. Da Costanza si costeggia l'omonimo lago sino a St. Margrethen per proseguire verso Appenzello passando per Heiden e Trogen. In nessun altro luogo in Svizzera il passaggio dal paesaggio collinare dell‘Altipiano al mondo alpino dominato da rocce avviene in modo così sorprendente come nella regione dell'Alpstein che si attraversa. Passando per Urnäsch si continua verso Neu St. Johann nel Toggenburgo, la valle dei Churfirsten. Il tour prosegue poi per Sargans, Landquart e Klosters via Wildhaus, per raggiungere Davos, arrivo della tappa. La seconda tappa inizia con il Wolfgangpass (1631 m) ed il poco piu' impegnativo Passo Flüela (2383 m) che conduce in Engadina, una delle valli abitate più alte d'Europa, lunga più di 80 km. Costeggiando l'Inn e passato Zernez inizia la fantastica tappa svizzero-italica dei passi "mitici": velocità, lunghi rettilinei e abetine nel Parco dell’Engadina con la salita al Passo del Fuorn (2149 m) che porta in Alto Adige, tra i larici di Tubre, la medievale Glorenza, il castello di Montechiaro. La regina delle salite è lì: la SS38 del tortuoso Passo dello Stelvio, tra i valichi stradali più alti d’Europa (2758 m). La strada per il Passo è un groviglio di curve e, vista dall’alto, sembra un filo per cucire buttato sul tavolo. Una volta in cima, ci si può fermare al museo al passo, oppure dormire al “Passo Stelvio”, il primo albergo costruito sul valico. La discesa porta a Bormio, già terme romane e medievali, Santa Caterina Valfurva e il mitico Passo Gavia (2621 m), giusto per divertirsi ancora un po’. Tornati a valle arrivo della tappa alla localita' di vacanze di Ponte di Legno ai piedi dell'Adamello. La terza tappa parte da Edolo, poco oltre Ponte di Legno ed all’inizio della Val Camonica. Da Edolo reinizano salite e divertimento lanciando il motore verso il Passo dell’Aprica (1.181 m) e il Passo del Bernina (2.323 m), lungo la SS38a, dove si trova l’antico Ospizio, hotel e tappa dei motociclisti. Si è già nuovamente in territorio svizzero, puntellato da paesini con le case dai balconi fioriti e il trenino rosso del Bernina Express che corre accanto. Il viaggio continua verso La Punt, da dove ha inizio il tratto del Passo dell'Albula (2.315 m) verso Bergün. Da Preda/Bergün il tratto corre lungo la linea ferroviaria dell'Albula. Sono stati necessari innumerevoli viadotti, tunnel, ponti e tre tunnel a spirale per superare il dislivello del tratto. Da Thusis sia la strada principale che l'autostrada conducono a Hinterrhein passando per il passo dello Spluga (2.115 m) e la regione vocata alle vacanze Splügen/Rheinwald. Continuando, mentre l'autostrada che porta al villaggio di San Bernardino scompare nel tunnel, la strada dell'omonimo passo conduce ad un mistico paesaggio palustre ad altitudine elevata, con specchi d'acqua lucenti e rocce erose dai ghiacciai e prosegue verso il Passo San Bernardino (2065 m) e il meraviglioso lago di montagna Moesola. Il percorso del Bernardino rappresenta un'alternativa al Passo del Gottardo per giungere in Ticino dalla Svizzera orientale. Arrivo della tappa, dopo svariati chilometri di discesa veloce e' Bellinzona, il capoluogo ticinese che con i suoi castelli si trova nello strategico restringimento della valle di accesso ai passi alpini del Gottardo, del San Bernardino e del Lucomagno. Lasciata Bellinzona si passa per Roveredo, Biasca e Olivone nella Valle di Blenio e si prosegue verso il Passo del Lucomagno (1915 m) e la regione Surselva, per giungere poi a Disentis e Sedrun, alle sorgenti del Reno. Nell'alta Surselva si parla il romancio, la quarta lingua ufficiale della Svizzera. Da Disentis si prosegue per per affrontare il secondo passo della giornata, il Passo dell'Oberalp (2044 m), alla volta di Andermatt. Ai piedi del Passo del Gottardo, la Valle di Orsera (Canton Uri) figura come una delle alte valli più imponenti della Svizzera. Andermatt, il più grande dei tre villaggi della valle, si trova all'incrocio dei passi da nord a sud e da ovest a est. Il tour prosegue per Airolo via Passo del Gottardo. In cima al valico (2109 m) si trova il Museo Nazionale San Gottardo, che espone lo sviluppo del passo e del traffico di transito. Dal Gottardo è possibile raggiungere Airolo seguendo due percorsi. La superstrada si snoda sotto gallerie, mentre la vecchia strada del Passo della Tremola scende a valle con stretti tornanti di lastricato in granito. Inutile dirvi qualle delle due opzioni ho scelto io... 🙂 Attraverso la Val Bedretto, da Airolo si prosegue verso il Passo della Novena (2478 m)da cui, affrontando grandi tornanti, si continua verso Ulrichen e Gletsch per giungere poi a Meiringen, arrivo della tappa, percorrendo il Passo di Grimsel (2.164 m). La strada del passo attraversa un paesaggio montano selvaggio e arido, caratterizzato da rocce di granito affiancate da grandiose centrali idroelettriche. Ultima tappa... presso Innertkirchen nell'Oberland Bernese, la strada del Passo di Grimsel si incrocia con quella del Passo di Susten (2262 m.), il collegamento per tornare nella Valle della Reuss urana. L'ultimo tratto della prima parte porta da Wassen ad Altdorf, vicino al Lago di Uri. Da Altdorf si prosegue per il divertente Klausenpass (1.948 m) che conduce a Glarus, capoluogo dell'omonimo cantone. Non lontano da Glarus si trova la Valle del Klön con l‘omonimo lago, mentre attraverso il Passo del Pragel (1548 m.) si raggiunge la Valle della Muota nel Cantone Svitto. La Valle della Muota è nota per i suoi Muotathaler Wetterfrösche, profeti del tempo locali e molto sensibili nei confronti della natura, e il sistema di grotte carsiche Hölloch lungo 200 km. Da qui si tira dritti (o quasi) sino a Zurigo, fine del tour, passando per Einsiedeln, famoso per la sua abbazia benedettina.
  26. 2 points
    È sempre lì , solo che hai una copertura che non è a vista . ....a posto 10 minuti di lavoro.
  27. 2 points
    Ciao a tutti, ho appena firmato per una GTS 250 nera.....non vedo l'ora di ritirarla. 16.000 KM del 2005, perfetta. Sono troppo contento !!!
  28. 2 points
    Nella mia 250 filo tutto a sx della spina galleggiante arriva la corrente, passa dal resistore del galleggiante e in base alla posizione che si trova fa tornare al quadro tramite filo centrale la corrente per alzare l'indicatore. Mi spiego: nel filo tutto a sx arrivano 5 volt sempre, se serbatoio pieno nel filo centrale troverai ancora 5 volt, se a metà serbatoio 2,5 serbatoio vuoto 0,5. Quindi, Punta il puntale rosso del tester nel filo tutto a sx del galleggiante, il puntale nero a massa (un punto qualsiasi del telaio non verniciato) e accendi il quadro. vedi se ti arriva corrente. se si spegni il quadro fai ponte tra filo sx e centrale e riaccendi. la lancetta dovrebve salire
  29. 2 points
    Io ho provato sia la campana Malossi che la Polini, nel tentativo di risolvere il problema del rumore alla trasmissione. La Malossi non è una campana alleggerita, anzi, pesa circa 100 g in più di quella originale. E' però un pezzo di altissima qualità, è molto ben fatta e rifinita con cura ed è di tutt'altro livello rispetto all'originale. Però, almeno nel mio caso, si è dimostrata poco adatta ad essere utilizzata con la frizione originale visto che a motore caldo produceva evidenti grattamenti alla trasmissione. La mia impressione è che la campana Malossi sia fatta per essere accoppiata alla frizione racing delle stessa marca e difatti viene di solito venduta in kit con la frizione. C'è poi da dire che la trasmissione della mia Vespa è alquanto bastarda, visto che ha sempre fatto rumori e rumorino strani. La Polini è invece una campana alleggerita, è di buona qualità e molto migliore della campana originale (ma non della Malossi). Con la Polini sono riuscito ad eliminare quasi del tutto i rumori alla trasmissione, rimane sono un tintinnio che si manifesta a motore freddo ma che poi sparisce. Qualcuno dice che con la campana Polini alleggerita le prestazioni migliorano ma almeno nel mio caso non è così, nel senso che non mi sembra che le prestazioni siano diverse da quando montavo la campana originale. Probabilmente la miglior soluzione è comprare il kit completo campana + frizione della Malossi che costa sui 100 euro piuttosto che spenderne 80 per la sola campana Polini. Se invece si preferisce sostituire la sola campana allora meglio la Polini che sembra digerire meglio la frizione originale.
  30. 1 point
    Non te lo so dire sinceramente, forse per i costi maggiori, c'è anche un ragazzo nel forum che ha avuto una rottura dell'attacco, quindi bisogna capire se per motivi tecnici o per motivi di costi
  31. 1 point
    Se nera la candela , non aspira carburatore , possibile che la saracinesca non apre ...
  32. 1 point
    Walker, non potrebbe provare a smontare lo starter e tappare con il pollice e vedere se va in modo da capire se possa essere lo starter? A mia esperienza la cosa migliore sarebbe trovare un carburatore per fare un test
  33. 1 point
    Penso che ti troverai bene con le Angel...
  34. 1 point
    Se spaccata...il pezzo dove stà? Occhio che non ci siano pezzetti nel collettore e che siano finiti tra le valvole di aspirazione
  35. 1 point
    Da qua ad allora ne passa di tempo... Se non sarò già da qualche parte molto probabile che verrò.
  36. 1 point
    Caro Max A furia di dirlo mi hai fatto venir voglia di quagliare!! A metà strada tra casa mia e casa tua c'è la zona tra Modena e Bologna Un giorno per arrivare. Un giorno ci si soggiorna e si visitano una serie di bei posti Castelli di Spilamberto, Castello di Vignola, Castello di Formigine (+ casa di Pavarotti), Abbazia di Nonantola, Palazzo Ducale di Sassuolo, Maranello (Museo Ferrari) (magari tutti son troppi, faremo una selezione) Terzo giorno ognuno a casa sua!! Della gastronomia non parlo per decenza ...!!! Che ne dici?? Da qui a Ottobre si potrà pure fare, no ?!?!?! Naturalmente APERTO A TUTTI !!! Pino
  37. 1 point
    Benvenuto 🛵🛵🛵🛵🛵🛵
  38. 1 point
    Il malefico.....si si...quello in primis
  39. 1 point
    È sotto il corpo farfallato, come motorino simile al 200, ma sistema avviamento differente . Ha la ruota libera ...Non il pignone come quella in foto di valdemar....Se hai un Po di km e anni , può essere lui visto che senti scattare il relè...puoi provare a dare direttamente corrente unendo i 2 faston grossi del relè , se gira è relè...Se non gira è il motorino avviamento andato...In caso prova a darci 2 colpetti sul corpo motorino...Se spazzole consumate ..a volte parte , ma comunque da cambiare.
  40. 1 point
    Ciao e ben arrivato, che vespa modello anno, foto su non fare il timido
  41. 1 point
  42. 1 point
    Si apre solo rimoninando il file con l'estensione .pdf
  43. 1 point
    Punto di partenza ventola gts 300....perciò aspetta fino a che arriva li ...se non parte , va verso la zona rossa ...allora puoi dire che non funziona !! 😉
  44. 1 point
    Prendi queste https://www.aliexpress.com/item/KODASKIN-Foot-Rests-Passenger-Extensions-Extended-Footpegs-Adapter-for-Piaggio-PVESPA-GT-GTS-GTV-Sprint-Primavera/32881620795.html?spm=2114.10010108.1000014.1.6f4b59f02s97Vm&gps-id=pcDetailBottomMoreOtherSeller&scm=1007.13338.106568.000000000000000&scm_id=1007.13338.106568.000000000000000&scm-url=1007.13338.106568.000000000000000&pvid=d3f478f1-228c-4a38-ad1b-a81cdee59279
  45. 1 point
    Gomme sportive e Vespa è un ossimoro.
  46. 1 point
    bravo tutto bene , l unica cosa netti una rondella piana piu larga che copra la boccola , a filo del cerchio porta boccola ...per evitare nel tempo la eventuale fuori uscita della stessa , dovuta in alcuni casi al calore della marmitta. Come in foto...
  47. 1 point
  48. 1 point
  49. 1 point
  50. 1 point
    Tanto per rendere l'idea...questa è la maledetta che si avvita al prigioniero....la tengo sulla scrivania e la guardo tutti i giorni a futura memoria [emoji23]
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